Quando Oikonomou ha visto Mazzoni ed Ederson cozzare e cappottarsi, probabilmente non gli è parso vero. E quando il pallone è rotolato lemme lemme in porta, non è parso vero a nessuno di noi. Perché quel pallone lemme lemme ha infranto una vetrata che resisteva da oltre cinquecento minuti, fatti di stanchezza, opacità e sudore sprecato. E di fatica, da parte di tutti, anch’essa a vuoto, quando poi bastava il classico gollonzo. O forse no?
Cambia la squadra, cambia l'aria
No, perché ieri il Bologna è girato diversamente. Fatta la tara di un avversario tutto fuorché in forma, al terzo allenatore stagionale e aggrappato (ancora per poco, dovesse continuare così) all’ultimo posto utile per i playoff, la squadra di Lopez è apparsa finalmente viva. Resuscitata, se vogliamo, perché fino alla vittoria contro il Perugia i rossoblù erano quasi sempre stati piacevoli da vedere, oltre che produttivi. Da quella sera in avanti però qualcosa si era rotto, i giocatori faticavano a rendersi utili e il Bologna procedeva lento, nonostante in trasferta le vittorie arrivassero comunque. In casa era un mezzo dramma invece, una tristezza per gli occhi e per il cuore.
Contro il Livorno siamo tornati a vedere qualcosa di soddisfacente, indipendentemente dal risultato finale. Lopez ha schierato per la prima volta la difesa a tre, componendo un terzetto che in Serie B non ha francamente rivali. Gastaldello, Maietta e Oikonomou hanno arginato senza difficoltà l’attacco del Livorno, concedendo solamente una chance in novanta minuti. Come esterni ha scelto da una parte Morleo e dall’altra Casarini, due dai polmoni vergognosamente spaziosi, e soprattutto il secondo si è fatto notare per delle ottime combinazioni con l’mvp di giornata, quel Franco Zuculini rientrato completamente nei ranghi. Forse ci sta abituando male l’argentino, perché anche la prestazione di ieri è stata eccellente su tutti i fronti. Davanti è tornato al gol Sansone, che dopo un primo tempo a tratti irritante si è messo al servizio della squadra, trovando il raddoppio su assist da cineteca di Cacia. Non è che adesso funzioni la coppia, ma la gara di ieri è stata quantomeno confortante.
Ci ha messo un po’, Lopez, a ritrovare la quadra del suo Bologna, e una partita buona è troppo poco per cantare vittoria. Ma almeno, seppure con tempi lunghi, ha capito che così non si poteva più andare avanti. Serviva una scossa, un cambiamento forte per cercare di ripartire, e ieri i tasselli del puzzle si sono incastrati perfettamente. Mercoledì però ci sarà la sfida più importante, contro il Carpi dominatore del campionato. Davanti alla tv ci saranno parecchi sciacalli, che scenderanno in campo il giorno dopo sperando di poterci azzannare: l’occasione migliore per dimostrare a tutti che non siamo più una carcassa, ma una gazzella viva e scattante.
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