Tutto Bologna Web Editoriale Bologna, ti voglio grintoso e affamato

Bologna, ti voglio grintoso e affamato

Redazione TuttoBolognaWeb

L'amico Manuel prova a stuzzicarmi per parlare di un altro calciomercato, quello delle radio e delle tivù. Benedetta gioventù! Sono fuori dai giochi, nonostante taluni colleghi (che ritenevo pure amici) abbiano speso parole verso di me. No, non mi interessa questo tipo di polemica. Certo, Bologna farebbe bene a fare un salto di qualità, necessario! Anche fuori dal campo... dietro ai microfoni e ai taccuini. Ma questo tipo di polemica porterebbe lontano, più di quanto si possa immaginare. Andrebbe, a mio modesto avviso, rivisto il modo di fare il giornale, di fare la cronaca, fregandosene delle veline di settimana e delle parole sempre uguali dei "nominati" in sala conferenze. Basterebbe fare una piccola spremuta di cervello. Ma, si sa... Dunque Manuel, sono spiacente. In queste ore di vigilia penso a questo piccolo Bologna e al piccolo mondo antico che tiene in vita l'inestinguibile affetto verso di lui. Hanno avuto ragione gli autori di quel film, qui capovolto c'è il cielo ma anche il mondo. Viviamo di ricordi, il presente ha un aspetto marginale.

Ma si ricomincia. E il presente - almeno per me - dura novanta minuti e recupero. Ogni maledetto sabato, da quest'anno, sarà così. Fino alla prossima estate. Ogni maledetto sabato un'ora e mezzo di sofferenza, mi vedrà palpitare. Offro questo, solo questo, alle miserie di oggi. Il resto - di rossoblù - come sempre è capovolto. L'amicizia che mi lega a Eraldo, al caro Gino Pivatelli, sarei felice di rivedere Ezione, ogni tanto sento Paramaus, ogni tanto di intercetta Renzaccio, per Facebook ci si contatta con Kennet. Questo il mio mondo rossoblù, questo il mio sentimento. Gli altri, quelli di oggi, il mio amore se lo devono meritare tutto. Non chiudo la porta, certo. Sto alla finestra.

Con questo spirito guardo a Perugia. Match difficile, per definizione. Di solito tra chi ha preso l'ascensore per salire e chi per scendere finisce per essere premiato l'entusiasmo. Mi piace quello che hanno detto Troianello ("bisogna avere fame") e Buchel ("bisognerà giocarsele tutte alla morte"), perché in B conta il ritmo, la grinta, l'atteggiamento. Dunque spendo il mio "forza Bologna" con piacere, curioso di vedere negli occhi dei ragazzi tutto l'amore che i bolognesi meritano. Infine: l'amico Stefano Biondi, la cui scrittura è sempre piacevole, ha provato a tratteggiare un parallelo tra Lopez e Maifredi. Partendo dall'età... Gigione però si era portato dietro l'intero Ospitaletto e trovato in dote dal grande Corioni, poi ingiustamente maltrattato, Fabietto Poli, Eraldo Pecci, Renato Villa. E dici poco... Se Matuzalem saprà fare come il professore romagnolo; se Maietta sarà leader di straordinaria costanza di rendimento come il Mitico; se Cacia farà i gol di Marronaro... beh, allora, ci divertiremo. La caccia alla punta esterna intanto continua: io dico che Pellissier non mi dispiacerebbe affatto.

Infine: la nostra fedeltà verso i colori rossoblù non è affatto in pericolo, è bello vederla così salda e così fiera in tempi da minimi storici. Perché, francamente, siamo da minimi storici, sapendo di essere finiti ai confini di calciolandia, in un'epoca come questa, la più difficile per il calcio italiano da mezzo secolo o quasi. Per chi poi resta saldamente con i piedi per terra, di questi tempi, davvero il calcio in crisi è l'ultimo dei problemi, per chi osserva con attenzione gli equilibri geopolitici di questa complicata e pericolosa fase storica, finisce per essere a dir poco l'ultimo dei problemi. Ad maiora!