Il Bologna ha perso e sono già 10 le sconfitte quest’anno. Gli anni scorsi dicevamo che tre squadre peggiori di noi le trovavamo, pur lamentando un andazzo mediocre, ma quest’anno si rischia di essere una delle tre. Se fino all’anno scorso eravamo mediocri, oggi siamo scarsi e lo spettro della B si concretizza sempre più, domenica dopo domenica, sconfitta dopo sconfitta.
Bologna, sarà una lunga agonia
Cos’è andato storto ieri? Tutto. La squadra che non ha giocato per la prima mezzora, rievocando gli ultimi tempi di Pioli: giocatori fuori fase, che non hanno idea di cosa fare con la palla fra i piedi. Non sanno a chi passarla, nessuno imposta e nessuno ha uno straccio di idea sul da farsi. Mentre l’Udinese attacca senza strafare, con un filo di gas, il Bologna annaspa nel suo nulla assoluto, mentre ci sarebbe una partita da vincere dopo i buoni propositi fatti in settimana sull’importanza del match e sul dare continuità alla striscia positiva…già, 3 pareggi di cui due racimolati per il rotto della cuffia. Che allegria.
Il paradosso è vedere Natali impostare, andare in attacco a prendere palloni e a fare anche il suo: si perché sarebbe un difensore, peraltro con 34 primavere sulle spalle. Poi c’è Perez, unico a cercare di combinare qualcosa con qualche apertura e due idee di regia, cosa che non è mai stato il suo compito. Eppure Ballardini lo usa da playmaker, con di fianco Pazienza e Kone. Capitolo Pazienza. Ormai abbiamo detto tutto di questo ragazzo. Pioli non lo usava se non costretto dalla necessità, una ragione forse l’aveva: un pesce fuor d’acqua, non fa interdizione, non lancia, non fa ordine, non passa un pallone giusto, morale, un uomo in meno. E lamentava di non vedere il campo? Beh, giusto così. E Laxalt? Può far peggio di un Pazienza impalpabile per non dire di peggio? Seppure con dei limiti, almeno ha corsa e grinta, come ha sempre dimostrato quando chiamato in causa. Lasciamolo pur fuori, che non si sciupi. Poi c’è Kone. Un uomo di corsa, generoso e fisico, messo a centrocampo dal mister. Non ha mai fatto il centrocampista e ci meravigliamo se non rende o se risulta avulso dal gioco? Ma è ovvio che sia così. Era questa una delle brillanti idee di Ballardini per portare nuova linfa ad una squadra già a terra? Kone è fuori ruolo, poche storie.
Inoltre, il Bologna non tira mai, quindi non ha possibilità di segnare. Le punte non tirano e non pungono nemmeno e Ballardini dovrebbe trovare il rimedio. Entra Cristaldo? No, Moscardelli. Ma come? Si dice che Ballardini “non vede” l’argentino. Bene, si tolga gli occhiali da sole o si metta quelli da vista, a seconda di quello che serve per fargli capire che in panchina ha a disposizione una seconda punta che potrebbe giocare con una prima come Bianchi o Acquafresca. Ma possibile che dobbiamo far sorbire alla gente Moscardelli, che nemmeno in B hanno voluto nel mercato di gennaio? Cristaldo con Pioli, ha giocato tanto e segnato poco, è vero, ma sa fare movimento, ha un buon dribbling e corre il triplo del generoso ma fuori luogo uomo barbuto, idolo della massa ma poco altro.
Dal mercato qualche buontempone o illuso, decidete voi, pensava potessimo tirare fuori qualche rimedio. Chiariamo subito una cosa: Guaraldi ha detto che il neo arrivato Ibson “sarà il nostro regista”. Il brasiliano non ha mai fatto il regista, semmai l’interno di centrocampo, cosa ben diversa. Neanche Friberg, altro arrivo, è un regista, ma un centrocampista di rottura, muscolare. Bene, cosa aveva chiesto Ballardini? Un playmaker, un regista, tradotto: uno che ha visione di gioco, qualità, che mette ordine ed imposta l’azione, ruolo che tocca a Perez perché non avevi e non hai di meglio. Non prendendo nessuno con queste caratteristiche, il tuo mercato è fallito. Già, il mercato, quello delle fazioni che si fanno la guerra: “serve questo, no serve quello; ho ragione io, no ha ragione lui” mentre il Bologna rimaneva quel che è, incompleto. Tornando ai due nuovi innesti parliamoci chiaro: o questi due giovanotti ‘spostano’ davvero, o sono cavoli amari per non dire di peggio. Un ottimo collega che segue il campionato Paulista con assiduità dice che Ibson è un buon inserimento e che la parentesi al Corinthians non rispecchia il resto della carriera. Amico mio, di te mi fido e mi lasci un barlume di speranza. E Friberg? Come ho già detto in settimana, i suoi ex tifosi ai tempi della MLS, lo hanno definito ‘zombie’ su alcuni forum. Deglutiamo e speriamo sia stata un’annata storta.
Infine, i tifosi. Perché il Bologna è loro, sono quelli che nel bene o nel male, che critichino o sostengano, ci sono SEMPRE. Bisogna ricordare a certuni che il Bologna è fatto dalla gente, dalla sua anima, dal suo cuore palpitante e se reagisce in un modo o nell’altro lo fa per AMORE e PASSIONE, non per lo stipendio. Ma di questo ci si scorda e si rimbrottano i tifosi a sostenere, a remare dalla stessa parte o altre affermazioni del genere. Guai contestare o dissentire, perché così diventi uno che rema contro. Eh no, non passa: il tifoso reagirà come vuole, ma il suo lo fa sempre, presenziando e facendosi sentire. Piuttosto, chi va in campo, fa altrettanto? Pare di no, vista la classifica e l’impegno intermittente. Allora forse meglio tacere o, se si parla, meglio fare come Perez, probabilmente il vero capitano della squadra, che mette faccia e voce davanti ai microfoni e accettando fischi e contestazioni predica lavoro. Diplomatico? No, realista e professionista. Tutto il resto è ‘fuffa’. Ma quella che ieri si respirava allo stadio, mentre il Bologna era impotente contro sé stesso data la pochezza delle proprie giocate, era un’aria di depressione, desolazione, scoramento e in alcuni casi amara ironia, tutti sintomi di una lenta e ingiusta agonia. Quando i tifosi cantano “Meritiamo di più” hanno ragione. L’ha detto anche Pedullà, pensate un po’.
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