Tutto Bologna Web Editoriale Bologna, la salvezza deve partire dalla dirigenza

Bologna, la salvezza deve partire dalla dirigenza

Redazione TuttoBolognaWeb

Fare calcio non è facile e non è cosa per tutti. Per questo motivo chi lavora facendo calcio è pagato profumatamente. In una realtà disastrata come quella del BFC di Guaraldi e soci, chi ha l’incarico di costruire una squadra ha il compito impegnativo di far fruttare al meglio un budget limitato.

Numerosi fattori tra cui debiti antichi e recenti, rose troppo ampie, contratti inspiegabili per durata e peso economico e la mancanza di volontà di inserire denari nelle casse rossoblu, hanno portato via da Bologna la maggior parte di quei giocatori di talento che negli ultimi anni avevano fatto la differenza tra il vivacchiare in serie A ed il naufragare in serie B.

Il risultato delle ultime sessioni di mercato avrebbe dovuto essere una rosa snella, composta da un mix di giocatori di esperienza, ma ancora capaci di garantire qualità, e di giovani di belle speranze ed affamati di successo. Un organico in grado di raggiungere ALMENO delle salvezze tranquille, senza incidere troppo sul misero budget rossoblu.

Un budget che, all’occorrenza, si dice azzerato da una quantità imprecisata di debiti, smentiti poi quando fa comodo e si vuole dipingere la gestione del BFC come un modello per gli altri. Un modello in realtà strambo, che non prevede le necessarie ricapitalizzazioni da parte dei soci, ma identifica come unica forma di finanziamento la vendita scriteriata ed incondizionata di chiunque possa avere un po’ di mercato. Un modo di gestire la società che a qualcuno piace chiamare, impropriamente, il modello Udinese ma che nulla ha a che fare, per organizzazione, struttura e competenze, con quello attuato dai friulani.

L’estate ci ha regalato una rosa ancora una volta troppo ampia, che vanta il settimo monte ingaggi della serie A pur offrendo al proprio pubblico uno spettacolo miserrimo.

Mai, in 104 anni di storia, il Bologna si era ritrovato senza vittorie dopo sette giornate. Domenica siamo riusciti ad infrangere questo record infame e chissà quali altri tristi primati, che tutti vorremmo evitare, incombono dietro l’angolo (la prima vittoria del Sassuolo in serie A? Non ci voglio nemmeno pensare....).

Chi sono i responsabili di questo disastro? Prima di ogni altro la proprietà, in particolare chi, a forza di baratti e promesse, è arrivato a controllare la maggioranza del BFC: Albano Guaraldi, un costruttore che distrugge ogni anno la squadra e le speranze dei tifosi. Un piccolo imprenditore che vuole fare il presidente di serie A senza averne i mezzi. L’unico presidente di serie A che, anziché iniettare capitali nelle casse della società come necessario, contribuisce a svuotarle percependo un corposo stipendio per ricoprire malamente il proprio ruolo. Un presidente che, assieme ai soci, ha sì avuto il merito di salvare il BFC dal baratro porceddiano, ma che dopo il salvataggio avrebbe dovuto lasciare spazio ad altri.

Considerando che, purtroppo, non possiamo obbligare Guaraldi e soci a cedere il BFC, a cui stanno attaccati per una serie di interessi personali (la costruzione di un inutile centro tecnico, la compravendita di terreni, la mera pubblicità personale), la prima testa che dovrebbe cadere a Casteldebole sarebbe quella del D.G. con compiti da D.S.: Roberto Zanzi.

Questo dirigente ha collezionato una ormai lunga serie di sessioni di mercato fallimentari, non accettando le critiche ricevute e scaricando sempre su altri le responsabilità dei risultati deludenti derivati dal suo lavoro.

Fino a che alla guida del BFC ci saranno Guaraldi e soci (mi auguro per pochissimo), per sopravvivere sarà indispensabile inserire nell’organico un D.S. vero, uno capace di portare giocatori validi a costi contenuti. Non faccio il nome di Salvatore Bagni, cacciato per aver detto la verità, ma ci vorrebbe un conoscitore di calcio “alla Bagni”. Un bisogno urgente che non nasce oggi ma che per troppo tempo la società ha preferito ignorare.

Dopo sette giornate è evidente che, se vogliamo conservare almeno la categoria (la faccia l’abbiamo lasciata sul prato dell’Olimpico), a gennaio sarà indispensabile intervenire pesantemente già nei primissimi giorni di mercato. Per farlo è necessario mettersi al lavoro da subito, identificando i giocatori da ingaggiare ed avviando contatti e trattative.

Oggi chi ha questo ruolo, e le conseguenti responsabilità, ha fallito in ogni finestra di mercato, ottenendo anzi risultati opposti. Il Bologna è stato così privato di giocatori importanti per finanziare ingaggi assurdi garantiti a comparse che non sono in grado di offrire la qualità di cui abbiamo bisogno.

La salvezza passa dal campo, ma parte dalla società. Per raggiungerla bisogna mettere in discussione e sostituire subito non solo l’allenatore, che tra il finale dello scorso campionato e l’inizio di questo – amichevoli estive incluse – ha inanellato una serie da incubo, perdendo ormai ogni credito guadagnato in precedenza, ma anche il D.G. Zanzi, che avrebbe il compito di scegliere il sostituto di Pioli e di svolgere poi un mercato di riparazione degno di questo triste nome.

Fare calcio non è facile e non è cosa per tutti. Per salvarsi, il BFC ha urgente bisogno di persone che ne siano in grado a partire dalla dirigenza.