Tutto Bologna Web Editoriale Bologna, il silenzio degli innocenti

Bologna, il silenzio degli innocenti

Redazione TuttoBolognaWeb

Oggi arriveremo al decimo giorno consecutivo di silenzio totale in casa Bologna dopo la partita contro il Verona che in teoria doveva dare la svolta al campionato dei rossoblù ma che in realtà ha dato solo il via alla crisi ufficiale. Dieci lunghi giorni di allenamenti anche su doppi turni, sempre a porte chiuse e con il divieto per qualsiasi tesserato di parlare con cronisti e tifosi come se fuori dai cancelli di Casteldebole si fosse scatenato il ciclone della critica feroce e della contestazione spietata. In realtà dopo i fischi arrivati al termine della partita persa 1-4 al Dall'Ara l'attenzione di tutti si è spostata sulla figura di Pioli e sulla possibilità di un suo esonero per ora scongiurato mentre invece praticamente nessuno si è più preoccupato di mettere sotto particolare pressione i calciatori. Non ci si è certamente dimenticati del fatto che siano stati loro in campo a disonorare la ultracentenaria storia del Bologna con il peggior avvio di stagione mai visto, ma semplicemente le convocazioni delle varie Nazionali hanno sottratto la materia prima ad una qualsiasi forma di contestazione. Su sette rossoblù che hanno fatto le valigie (escludendo d'ufficio il cinno Yaisien) infatti ben cinque sono protagonisti assoluti sulle cui spalle peserà sin da domenica a Reggio Emilia il peso di risollevare un'annata che già a metà ottobre ha le tinte fosche adatte alla serata di Halloween. Antonsson e Garics non hanno perso neanche un minuto delle sette gare finora disputate con pesanti responsabilità anche individuali, Diamanti ha evitato una mezzoretta complessiva distinguendosi ormai più per nervosismo che per genialità, Kone ha saltato un'intera partita ma solo per squalifica e infine Perez ha avuto un minutaggio estremamente ridotto purtroppo a causa di una condizione fisica precaria. Gli altri due assenti in giro per l'Europa sono poi un Krhin sempre più oggetto misterioso e un Christodoulopoulos che ha sprecato le sue possibilità ad inizio stagione finendo poi nel dimenticatoio. E allora che senso ha avuto fare allenare nel più totale isolamento ragazzi inutilizzati come Radakovic e Crespo o altri che invece nel tempo avuto a disposizione hanno cercato di scuotere la squadra dal torpore come Cristaldo e Laxalt? Si è trattato di un vero e proprio silenzio degli innocenti in cui i veri responsabili della situazione (almeno sul campo visto che le colpe più gravi risiedono negli uffici di Casteldebole) hanno evitato la misura punitiva restando in ritiro con le Nazionali, allenandosi blandamente e allontanandosi per dieci giorni da una città delusa e amareggiata che comunque difficilmente avrebbe fatto pesare più di tanto su di loro il peso dei pessimi risultati. Tra oggi e domani anche i vari nazionali rossoblù faranno ritorno e toccherà a Pioli e alla società mettere anche loro subito sotto pressione per evitare che domenica contro il Sassuolo venga mandata in rovina un'intera stagione dopo appena otto giornate. Nella speranza che, in caso di risultato positivo, non vengano poi dati meriti alle due settimane di finta punizione su un Bologna decimato che hanno avuto come massimo effetto ritardare di un giorno la divulgazione della notizia dell'infortunio di Stojanovic.