Il mese infernale è finito, e non è andata poi così tanto male. Certo, una vittoria e tre sconfitte nelle quattro gare disputate a febbraio non sono sicuramente un risultato soddisfacente, ma se si guarda la classifica si è ancora salvi. È opportuno riconoscere che il fatto di essere fuori dalle tre che retrocedono è frutto anche dei demeriti delle avversarie, ma questo poco importa. Non si chiedeva a Ballardini di vincere le ultime due partite, ma se fossero arrivati dei punti non sarebbe stata una cosa malvagia. In fin dei conti, neanche la vittoria di Torino era pronosticabile, ma vincere con l'Udinese sarebbe stato invece un atto dovuto; è andata male, ma i ragazzi hanno rimediato una settimana dopo contro i granata. Ecco allora che i conti tornano, e la proiezione di punti che era stata fatta ragionando su questo poker di partite, è stata rispettata.
Bologna: i conti alla fine tornano
Numeri alla mano il Bologna è pienamente invischiato nella lotta per non retrocedere, viene da due sconfitte consecutive e domenica si appresta a giocare una partita sulla carta non semplicissima contro un avversaria che sta facendo benissimo come il Verona dell'ex Mandorlini. Ma a volte soffermarsi solo sulla classifica, senza allargare l'analisi ad altri aspetti, è inopportuno. Il Bologna sta benino, è in forma e ha dimostrato di essere una squadra viva nelle ultime gare. Contro Milan e Roma sono arrivati 0 punti, ma se ne fossero venuti due (o addirittura quattro), nessuno avrebbe gridato allo scandalo. Un pareggio o una vittoria a Milano non sarebbero stati un furto, ma si è perso per una magia di Balotelli. Allo stesso modo, se sabato sera il colpo di testa di Lazaros nel finale fosse entrato, staremmo parlando di altro. Poi si può disquisire sulle occasioni avute dalle avversarie, ma il Bologna tutto sommato ha giocato due buone partite. Se queste prestazioni verranno replicate anche nelle prossime gare, quando si andranno ad affrontare squadre più alla portata, ecco che la possibilità di fare dei punti diventa concreta.
Che al Bologna manchi un uomo da 10-15 goal non lo scopriamo dopo 25 giornate; al momento non vedo come sia possibile che Cristaldo e Bianchi possano arrivare in doppia cifra. La speranza è che prima o poi succeda qualcosa di magico che permetta loro di sbloccarsi e segnare improvvisamente. Magari l'aiuto potrà arrivare proprio dall'ultimo arrivato, il talento trentenne scoperto e voluto da Guaraldi. Nello scampolo di partita contro la Roma, Ibson è stato nominato da più parti come il migliore in campo tra i rossoblù: ha organizzato il gioco, verticalizzato (cosa rarissima in questa stagione rossoblù, lo stesso Diamanti non era uno che faceva spesso questo tipo di giocata) e saltato l'uomo. Ha giocato a centrocampo, probabilmente presentarlo qualche metro più avanti dietro le due punte sarebbe un aiuto in più per loro. Ma questo vorrebbe dire cambiare modulo e andare a modificare gli equilibri che sembrano essere stati trovati. Certo è che Ballardini ha un'arma tattica in più, un giocatore che può giocare in più ruoli e fare il bene della squadra.
Concludo facendo ancora una volta i complimenti a Krhin. Sembrava perso con l'arrivo del nuovo tecnico, che gli aveva tolto spazio e minuti. Poi con Torino e Milan è stato impiegato con successo da mezzala e contro la Roma, da mediano, ha ripagato la fiducia con una gara di spessore. La speranza è che non sia solo la “foga” del momento e che riesca a dare continuità a queste prestazioni.
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