Tra poche ore il Bologna scenderà in campo ad Udine per disputare la terza giornata di campionato. La partita contro i friulani arriva dopo la pausa-nazionali e dopo una settimana nella quale si è parlato più delle parole del presidente Guaraldi e del dg Zanzi che della gara stessa. Forse tutto ciò è avvenuto perché ormai dell’Udinese sappiamo tutto e non ha senso aggiungere altro. Ogni anno, infatti, ci ritroviamo a parlare, direttamente o indirettamente, di lei e possiamo dunque dire di conoscerla fin troppo bene. Conosciamo il presidente Pozzo, che all’epoca Cazzola-Menarini si interessò all’acquisto della Società rossoblù. Il passaggio di proprietà fu bloccato sul nascere, ma ancora oggi molti tifosi e forse anche Renzo Menarini lo ricordano con rimpianto. Conosciamo bene anche il modello Udinese. Non lo mettiamo mai in pratica del tutto, accontentandoci di seguire solo la fase della cessione dei giovani talenti e non quella nella quale i giovani talenti li vai a cercare e ad acquistare ma sentendolo nominare, ad ogni passaggio di presidenza e ad ogni cessione di calciatori, lo abbiamo appreso perfettamente. Conosciamo Francesco Guidolin. Un allenatore che ha avuto un rapporto altalenante di stima/odio con la città. L’amore non è mai scoppiato nonostante il Bologna allenato da lui sia quello che fece i 52 punti, che ci permisero di accarezzare il sogno Champion’s League. Il sogno sfumò mestamente a Brescia. Quella giornata e quella delusione la ricordo come se fosse successa ieri. Ricordo ancora l’entusiasmo e il profumo d’Europa che si respirava prima del fischio iniziale. Il Bologna era vicinissimo al raggiungimento del quarto posto e in Italia era appena entrato fisicamente in vigore la moneta unica. Sembrava un segno del destino, si pensava già ad organizzare la prima trasferta senza dover cambiare i soldi, ma bastarono novanta minuti per trasformare quel profumo in grande amarezza. Il rapporto però si incrinò irreparabilmente in seguito quando il tecnico veneto dopo un suo cambio fischiato insultò la città, ripreso dalle telecamere e terminò con le sue giuste dimissioni dopo le assurde cessioni di Castellini e Cruz a poche ore dall’inizio del nuovo campionato. Conosciamo infine molto bene anche Di Natale, un giocatore dalla classe immensa e dalla grande umiltà, che spesso ci ha punito con i suoi goal. Però a differenza di tanti altri che hanno segnato quasi solo contro i rossoblù, lui si è sfogato contro quasi tutte le squadre.Dunque, l’Udinese sappiamo chi è, speriamo che i nostri giocatori riescano a mettere in campo le contromisure per fermarla e magari anche batterla.
Bologna e il modello Udinese
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