~~Il momento per il club è piuttosto complicato: la proprietà è nuova e vogliosa di ottenere risultati immediati che stentano ad arrivare, complicando e rallentando i piani del progetto. Nel frattempo lo spettro dei play-off comincia a fare capolino, non tanto per la classifica (le inseguitrici stentano), quanto per la netta involuzione, che il gioco espresso dalla squadra ha mostrato nelle ultime cinque partite disputate tra le mura amiche. Da due mesi a questa parte il Dall'Ara è stregato, tanto che (per sdrammatizzare) sarebbe forse preferibile cominciarne subito la ristrutturazione, per poter giocare sempre lontano da Bologna, sempre in trasferta.
Bologna devi cambiare, ma non oggi
In realtà sarebbe opportuno invertire subito la rotta e riprenderci il nostro fortino, ma non possiamo farlo con una rivoluzione, troppo rischioso. Del resto siamo ormai giunti ad un punto della stagione in cui è impensabile ripartire da zero, magari cambiando allenatore, ecco perché da Saputo è arrivata una secca smentita alle voci che mettevano in discussione il mister (dopo i cinque match casalinghi senza nemmeno un goal all’attivo).
Certo i risultati al Dall’Ara non sono esaltanti e l'involuzione nel gioco preoccupa e non poco l’ambiente, che vorrebbe una promozione trionfale senza ostacoli. Ma come diciamo dall’inizio stagione, non esiste un campionato facile da vincere, te lo devi guadagnare, devi sudare, devi lottare e correre almeno quanto gli avversari, altrimenti la superiorità tecnica stenterà a venire a galla e le squadre che di volta in volta si presenteranno a Bologna, conosceranno sempre meglio i nostri punti deboli e ingabbieranno sempre meglio il nostro gioco.
Lo dice anche Lopez, da molto tempo: per poter scardinare le difese avversarie che si chiudono a riccio, bisognerebbe velocizzare la manovra, fluidificare il movimento della palla. Ma allora perché non ci riusciamo? Perché pur conoscendo la medicina per curare il male che ha colpito il Bologna non siamo capaci di ingerire la pillola? Perché ad esempio non si è pensato ad altro modulo, almeno per le partite casalinghe, magari rinunciando alla trequarti per allargare il gioco? Perché non pensare ad un 4-3-3 o addirittura ad un 4-4-2, sistemi di gioco maggiormente efficaci contro le squadre che si chiudono in difesa?
Dobbiamo assolutamente cambiare passo, non c'è molto tempo. Non possiamo dimenticare che lo scorso anno abbiamo passato mesi a scrivere di un campionato livellato verso il basso, a raccontare di un Bologna, che una dopo l'altra sprecava tutte le occasioni che gli capitavano a tiro per risollevarsi, ci raccontavamo di come gli avversari nella lotta salvezza arrancavano e di come la quota salvezza sarebbe stata molto al di sotto dei canonici quaranta punti. Tutto vero, peccato che alla fine siamo retrocessi con 29 punti e nonostante le avversarie avessero fatto veramente poco, noi riuscimmo a fare peggio. Ecco perché oggi non possiamo cadere nello stesso errore e cioè quello di sottovalutare il “problema assenza di gioco” del Bologna, attaccandoci al fatto che siamo ancora secondi: esperienza insegna che se ti basi sui risultati degli altri, prima o poi inciampi.
Per risollevarci dobbiamo ripartire da un atteggiamento positivo, forse dobbiamo cercare la cura dentro noi stessi. Se pensiamo a quelle che erano le nostre aspettative la scorsa estate, dopo tutto quello che è successo e ci rendiamo conto di quante cose sono cambiate, non possiamo che essere felici. E allora le divisioni e le critiche lasciamole agli altri e cerchiamo di accettare anche eventuali errori della nuova società, senza fare inutili polemiche, solo per dire “io l'avevo detto”. Forse in questo modo, se tutto l'ambiente avesse un atteggiamento maggiormente costruttivo, questo alone negativo che sovrasta il Dall'Ara si diraderebbe.
In ogni caso oggi si gioca a Trapani, in trasferta, quindi per cambiare il trend, meglio aspettare settimana prossima.
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