Il sogno è realtà e quello che fino a ieri sembrava impossibile si sta realizzando. Le premesse ci sono tutte e nonostante in città ci sia ancora qualcuno che ipotizza possibili retro-front da parte del gruppo “canadamericano”, al momento io (come tanti altri) sto vivendo una personale situazione di estasi (tra l'onirico ed il mistico) dalla quale nessun gufo dell'ultima ora mi potrà risvegliare.
Bologna: dal business al campionato
Lo ammetto, perché come tifoso non me ne vergogno, io ai tempi che furono, ho creduto anche in Porcedda e nel suo “progetto”, senza pormi tanti interrogativi sulla sua affidabilità, senza domandarmi come facesse il titolare di un albergo e di una discoteca, a diventare presidente in serie A. Figuriamoci se ora mi pongo delle domande sull'attuale compagine societaria.
Più che chiedermi se un noto avvocato newyorkese come Tacopina o un importantissimo imprenditore canadese come Saputo siano persone serie o meno (mi pare addirittura irrispettoso nei loro confronti), mi domando quali siano i reali interessi che possono celarsi dietro un'operazione del genere: sarebbe interessante conoscere le potenzialità che Saputo ha intravisto nella nostra squadra e nella nostra città. Perché non venitemi a raccontare che con tutte le città al mondo in cui si può fare business, Saputo avrebbe scelto proprio Bologna solo per rilevarne la squadra di calcio e ristrutturarne lo stadio. E' ovvio che ci sono altri interessi e anche se siamo solo nel campo delle ipotesi proviamo ad immaginare quali siano.
Tenendo conto che la famiglia Saputo ha creato un impero nel campo alimentare, viene naturale pensare che la scelta Bologna sia in qualche modo collegata al settore di riferimento dell'imprenditore canadese.
Per un imprenditore come Joey, che ha fatto le sue fortune commercializzando prodotti riconducibili all'italian sounding (e cioè a quei prodotti che richiamano i nomi di quelli italiani, ma che vengono prodotti all'estero), accostare il suo nome alla città italiana più nota al mondo per la sua cucina, potrebbe essere un modo per riprendersi quella fetta di mercato che il made in Italy si sta pian piano guadagnando, anche grazie agli accordi internazionali atti a tutelarne la diffusione. Quindi, per evitare di essere danneggiato dal made in Italy, Saputo potrebbe aver pensato di comprarsene una parte consistente. Potrebbe aver pensato di legittimare il suo business e produrre lui stesso vero made in Italy. A pensarci, se fosse così, non sarebbe affatto una mossa stupida.
Ovviamente si tratta di ipotesi, forse lontane dalla realtà, ma che ci fanno capire come l'occasione potrebbe davvero essere importante, fondamentale, non solo per la squadra di calcio, ma per l'intero tessuto economico cittadino. L'eventuale apertura dei nostri prodotti tipici verso nuovi mercati, sarebbe una bellissima notizia per tutti. Ecco perché appare ancora più grave il comportamento tenuto, durante la trattativa, da alcuni soci, che hanno rischiato di far saltare tutto.
Ora godiamoci questo momento di euforia, senza dimenticarci dove eravamo e senza caricarci di aspettative. Certo sognare è bello, ma già il fatto di trovarsi in una situazione di tranquillità economica, rispetto a come eravamo messi fino a pochi giorni fa, risulta di per sé la realizzazione di un bel sogno.
Quindi possiamo continuare a sognare, ma rimanendo con i piedi per terra, ricordandoci che siamo in serie b e lo saremo per tutto l'anno. Certo ora possiamo immaginare un futuro più roseo, ma prima di arrivarci dobbiamo lottare per tornare in serie A e scendere in campo con la grinta di sempre, senza farci abbagliare dalle luci della grande mela o dai bellissimi panorami delle alture canadesi.
Oggi per forza di cose si giocherà una partita importante in un ambiente surreale: speriamo che mister e giocatori non si siano lasciati distrarre da quello che è accaduto attorno a loro, durante questa intensa settimana.
Del resto, quando questi giocatori sono arrivati in questo club, hanno scelto di prendersi un rischio (quello che Zeman non ha voluto fare) legandosi ad una società in bilico. Ora che è cambiato tutto, non possono essere che contenti (nessun ritardo negli stipendi e nessun rischio di fallire a febbraio per intenderci). Quindi non ci sono scusanti ed esiste una sola ricetta per vincere: nessuna distrazione ma solo grinta, cuore e intensità.
Oggi dobbiamo tutti puntare ai tre punti e lo dobbiamo fare per dare il benvenuto ad un gruppo di uomini, manager ed imprenditori, che poterebbe davvero significare la svolta epocale per questo club. Dobbiamo vincere per cominciare bene e far capire a tutte le altre squadre di serie b che oggi è nato un nuovo Bologna, che finora abbiamo scherzato e che ora è giunto il momento di provare a vincere questo campionato. Il resto arriverà, con calma
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