Con la vittoria del Frosinone i playoff, come era quasi scontato, sono matematici. Non è scontato, però, la posizione dalla quale il Bologna si troverà ad affrontarli. La parabola discendente dei rossoblù, infatti, sembra non arrestarsi, e dopo aver tenuto il secondo posto per svariati mesi ora anche la terza piazza appare lontana (all'ultima giornata il Vicenza riceverà il Frosinone già promosso). È questa la pericolante situazione in cui si trovano i rossoblù, che anche ieri a Vercelli hanno dato un’altra dimostrazione di fragilità, sia fisica sia mentale.
Bologna, così resti in Serie B
Eppure la partita si era messa sui binari non giusti, perfetti, con l’espulsione di Coly nel finale di primo tempo e il vantaggio di Buchel dopo dodici minuti della ripresa. Una gara così, una squadra come si deve, la chiude. Come ha detto l’allenatore del resto, per cui c’è qualcosa che tocca: il messaggio non deve essere passato. Perché invece il Bologna, seconda chance per Buchel a parte, ha traccheggiato per mezz’ora, producendosi in un possesso palla tanto prolungato quanto sterile. Alla Pro Vercelli non sarà parso vero, e semplicemente difendendosi con ordine, senza sudare o rischiare chissà che, nel finale ha sfruttato l’unica opportunità avuta nel secondo tempo. La difesa del Bologna è rimasta a guardare, e Luppi ha siglato il pareggio da pochi passi. Pareggio che ci sta, inutile negarlo, soprattutto per il nulla prodotto dai rossoblù.
Saranno quindi playoff, e questi playoff fanno davvero paura. Perché se le cose non cambiano, il Bologna i playoff non li vince: è il momento di entrare in questo ordine di idee. Serve una svolta, concreta e non solo a parole, una svolta che però aspettiamo inutilmente da due mesi, forse tre. E sono i giocatori a doverla dare, ma l’impressione è che, detta brutalmente, la benzina sia esaurita. Oggi sì pare di vedere il finale della passata stagione, quando a ogni domenica si sperava in una svolta, ma era rimasta solamente una speranza vana e in fondo lo sapevamo. Perché la razionalità, invece, ti condannava da tempo. Alle prestazioni contro Bari e Catania, così come a quella con il Livorno, va fatta una tara notevole: ci eravamo illusi di poterle battezzare come “riscosse” e invece niente.
Chiaro, la speranza (sempre quella) è di essere brutalmente smentiti. L’aria che tira, però, è pesante, e il risultato di ieri non fa altro che appesantirla ulteriormente. Con una vittoria il panorama sarebbe stato molto diverso: la vittoria non è arrivata, giustamente, e la paura aumenta. È un circolo vizioso: tocca ai giocatori interromperlo.
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