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Bologna come il Cile per sperare nella A

Giacomo Bianchi

Eccoci, ci siamo. Domani il Bologna si riunirà a Casteldebole e comincerà ufficialmente la stagione calcistica 2014/2015. Rivedremo i volti noti che si aggregheranno alla squadra prima di essere ceduti, rivedremo persone e facce che avremmo preferito non vedere mai più, e poi vedremo i nuovi, da Troianello al ritorno di Casarini, da Coppola a Zuculini e Matuzalem. Il Bologna sta prendendo pian piano forma, sta cominciando ad avere un volto nuovo e una sua identità.

È difficile fare un pronostico su quella che sarà la stagione dei rossoblù, perchè gli interrogativi sono tanti e il futuro è ancora molto incerto. Quindi se da un lato c'è l'euforia e la voglia di fare di tutto per risalire tra le grandi il prima possibile, dall'altro bisogna anche fare attenzione a quanto è complicato il campionato cadetto. Saranno quarantadue partite (che potrebbero diventare 38 se veramente si deciderà di fare la serie B a 20 squadre nel caso alcune società non in regola con i pagamenti non dovessero riuscire ad iscriversi) contro squadre che non regaleranno niente e che, anche se meno dotate tecnicamente delle avversarie, getteranno il cuore oltre l'ostacolo per ottenere la vittoria. Solo così si può vincere e fare bene in serie B, non con la qualità o doti tecniche superiori.

Il Bologna, se davvero vuole subito la serie A, dovrà dimostrare di avere questa mentalità. Sono appena finiti i Mondiali nel corso dei quali si sono viste 32 squadre, estremamente diverse per i motivi più svariati. Tutti vorremmo vedere un Bologna bello e cinico come la Germania campione, ma questa è chiaramente pura utopia. Quello che serve, invece, è un Bologna sul modello del Cile: mi ha impressionato il modo in cui giocavano i sudamericani, un calcio fatto di corsa, agonismo e concretezza. Sono la squadra dalla quale prendere esempio per ripartire, per la loro dedizione al lavoro e il loro spirito di sacrificio. Poi ok, i campioni non mancavano e il Bologna non avrà nessun Sanchez e nessun Vidal. Ma è proprio la mentalità con la quale scendevano in campo che ha fatto la differenza nel loro modo di affrontare le avversarie e andare ad un passo dall'eliminare il Brasile.

Tornando alla nostra realtà, il mercato è ancora in fase di definizione. Il dottor Fusco sta lavorando, ha inserito qualche innesto importante e vedremo se regalerà alcuni colpi speciali. Per adesso non si può certo dire che il Bologna sarà la squadra da battere, ma bisogna aspettare prima di dare un giudizio definitivo. Allo stesso tempo, però, non si può nemmeno dire che i rossoblù non possano essere una delle “big”, anche solo per il blasone del nome. Oltre a questo, c'è da considerare una rosa che è composta da giocatori che hanno esperienza e anni di calcio giocato, e un allenatore che in questi anni di serie A ha sempre fatto discretamente.

Quindi staremo a vedere cosa succederà, se il Bologna disputerà l'ennesima stagione mediocre e priva di soddisfazioni, oppure quest'anno stupirà i suoi tifosi. Siamo di fronte ad una occasione veramente ghiotta, soprattutto per quello che sarà il livello della prossima serie B: non ci sono squadre che potenzialmente possono essere considerate imbattibili, nè si sa per certo che alcune potranno salire senza problemi (come fu per Juventus nel 2007). Se il mercato verrà portato a termine nel modo migliore ed il Bologna farà il “Cile”, forse, qualche soddisfazione potremmo togliercela davvero.