Tra un gioco ormai smarrito e un Diego Lopez ormai sempre più stizzito in conferenza stampa, è evidente che qualcosa in casa Bologna non va. L’ottimismo delle scorse settimane, assieme ai risultati e al bel gioco che fino ad inizio 2015 capitava spesso di vedere, stanno pian piano lasciando spazio ai dubbi, alle domande, dovute ad una squadra che non sembra più rispondere ai comandi del proprio capitano. L’involuzione è preoccupante, sia sotto l’aspetto fisico che soprattutto a livello psicologico, visto e considerato che il mercato di gennaio, il quale avrebbe dovuto portare la scossa decisiva alla squadra, sembra invece aver fatto danni. Quella che è diventata la squadra più forte del campionato infatti (almeno sulla carta), invece di prendere consapevolezza dei propri mezzi e cominciare a farla da padrona in giro per i campi della cadetteria, si è incupita non riuscendo più ad esprimere qualcosa che si possa avvicinare ad un’idea di gioco chiara e delineata. Una squadra basata sull’ormai arcinoto 4-3-1-2, che in trasferta ancora riesce a fruttare qualche cosa mentre in casa ormai è diventato quasi una trappola per Maietta e compagni, sempre più imbrigliati dagli avversari – con non molta fatica, a dir la verità -, come successo martedì sera contro il Latina. Al di là della tattica, che probabilmente andrebbe ampliata nelle soluzioni, anche sul piano della corsa i rossoblù sembrano denotare qualche fatica. Lo stesso mister Iuliano, nel post 0-0 tra Bologna e appunto Latina, ha ammesso che “guardando anche altre partite, ho notato che il Bologna ha molta più qualità ma tendenzialmente corre meno degli avversari, ed ho imparato sulla mia pelle che in B se non corri come gli altri la superiorità tecnica non ti dà il risultato, soprattutto in casa”. Sintomo che forse qualcosina nella preparazione è stata sbagliata, perché non è concepibile che una squadra come il Bfc si ritrovi nel periodo clou del campionato, in cui si decide tutto, con il fiato corto. Perché poi, come detto giustamente dall’ex difensore, se non corri in serie B nessuno ti regala niente solo perché indossi la maglia rossoblù e ti chiami Bologna, concetto che Diego Lopez ripete da questa estate quando non s
sentivamo altro che “dobbiamo sudare la maglia”. Bene, però il sudore su questa maglietta non si vede da un bel po’, soprattutto in casa.
Bologna, abbiamo un problema
Anche se Lopez continua a predicare calma e ottimismo, non ci si può non soffermare sul fatto che il Bologna non vince in casa dallo scorso 19 gennaio, 2-1 al Perugia. Da lì in poi, tre pareggi senza gol e la sconfitta per 2-0 di venerdì scorso contro il Vicenza. Un andamento lento che non ha permesso ai ragazzi di sfruttare la flessione del Carpi, che nel mese di febbraio ha lasciato per strada diversi punti collezionando ben quattro 0-0, complice anche l’assenza di bomber Mbakogu (e meno male che anche dietro non vanno in quinta). E’ vero, la squadra subisce pochi gol ma allo stesso tempo sembra incapace di farne, pur avendo a disposizione in attacco nomi del calibro di Cacia, Sansone e Mancosu. Quest’ultimo che sembra diventato un caso, irriconoscibile rispetto a quello che da agosto a dicembre aveva messo a segno 10 reti con la maglia del Trapani, e 26 la stagione passata. Avrà pur bisogno di tempo, come dice mister Lopez, ma purtroppo per il Bologna il tempo sta finendo. E con un Cacia stremato per aver tirato la carretta dalla prima giornata, ci sarebbe bisogno del miglior Mancosu. Meglio invece Sansone, martedì sfortunato in occasione della punizione nel primo tempo e della traversa nel finale, che sabato a Varese potrebbe interpretare il ruolo di trequartista al posto dello squalificato Laribi. Grosso problema per il Bfc sarà l’assenza di Karim unita a quella di Matuzalem, che in un colpo solo toglie due vertebre fondamentali nella spina dorsale rossoblù. Nonostante ciò, gli alibi sono finiti e la squadra è chiamata ad una prova d’orgoglio senza appello, confermando intanto il trend positivo in trasferta per poi pensare a come risolvere il problema casalingo. Intanto, Corvino prima e Fenucci poi hanno confermato il tecnico uruguagio, il cui futuro però è appeso ai prossimi risultati nonostante le smentite di rito, e la riunione allo stadio nella tarda serata di martedì proprio tra i due sopra citati, mister e Di Vaio sembra dire molto in questo senso. La scelta di Reja di sposare il progetto Atalanta potrebbe aver prolungato la permanenza dell’ex Cagliari sulla panchina del Dall’Ara, ma come detto qualche riga più in su sabato Lopez si gioca tantissimo del suo futuro sotto le Due Torri e deve cercare un risultato positivo e possibilmente convincente, per non complicare ulteriormente le cose. Altrimenti le inseguitrici, prima o poi, metteranno la freccia sul Bologna.
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