Le parole di ieri di mister Ballardini hanno espresso chiaramente quello che deve essere il pensiero dei suoi giocatori in ogni singola partita da qui al raggiungimento matematico della salvezza. Magari qualcuno avrà letto nelle sue dichiarazioni quella spavalderia rimproverata al Pioli rientrato dalla savana con visioni di leoni, ma in realtà il Bologna in questa seconda parte di stagione sta davvero andando in campo senza paura. A Milano infatti chi ha tremato è stato il Milan ed anche la Roma una settimana fa ha pubblicamente ammesso, per bocca di Garcia e De Rossi, di aver corso un grosso rischio contro i rossoblù. Il Bologna però improvvisamente non ha aumentato il proprio potenziale ma semplicemente, pur sapendo di avere dei limiti, ha anche l'intelligenza di fare sempre riferimento a due leader che sanno sempre trovare la soluzione migliore. Uno è indispensabile in campo e si chiama Diego Perez, uomo da quasi 400 partite in carriera che sente quella fascia di capitano quasi tatuata sul braccio percependone fino in fondo il significato e l'importanza nel rispetto della storia del club che rappresenta. L'altro è importantissimo durante la settimana e si chiama Davide Ballardini, allenatore di polso e schietto che è entrato a Casteldebole sin dal primo giorno con la ferma intenzione di salvare questa squadra e la cui serenità e convinzione si sono trasferite quasi per osmosi ai suoi ragazzi. Avere due riferimenti saldi rende questo Bologna molto diverso da quello impallinato dal Verona al Dall'Ara e quindi presenta la trasferta in terra clivense come un'opportunità importante per dare il via alla corsa verso la salvezza. Quella squadra che subì un infausto 1-4 inoltre commetteva ogni domenica una manciata di errori elementari pagandoli tutti a caro prezzo mentre invece oggi i rossoblù si muovono compatti sul terreno di gioco chiudendo gli spazi anche contro avversari nettamente più forti. Aver imbrigliato sabato scorso la Roma dei record non è un caso e il Verona dei miracoli deve ricevere oggi lo stesso trattamento a maggior ragione visto che l'assenza di Toni impedirà agli uomini di Mandorlini di sviluppare il loro solito gioco a tutto campo. Quella di questo pomeriggio è la prima sfida abbordabile di una serie decisiva e, se è vero che in tanti firmerebbero per uscire dal Bentegodi con un pareggio, c'è da scommettere che Ballardini ed i suoi ragazzi scenderanno in campo con l'unico obiettivo di vincere per mettere subito in chiaro che il Bologna non ha alcuna intenzione di soffrire fino alla fine. Vincere a Verona è possibile e sarebbe un segnale fortissimo da dare anche a tutte le altre dirette concorrenti per la salvezza che continuano a vivacchiare sul fondo della classifica, ma soprattutto sarebbe un gesto doveroso nei confronti di una città che ci crede oggi più che mai. Forza Bologna!
Bologna a Verona per vincere: crediamoci!
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