Tutto Bologna Web Editoriale Bandiere nel vento e nel tempo

Bandiere nel vento e nel tempo

Redazione TuttoBolognaWeb


Non sarebbe stato possibile, in questi giorni di mezzo Febbraio, non rituffarsi con la memoria in qualcosa che a distanza di pochi anni è già passato ... è già storia.

A febbraio di quattro anni fa ci lasciava Capitan Bulgarelli, un pezzo pregiato della storia del Bologna inteso come squadra, ma anche dell'intera città.

Si dice sia poco elegante autocitarsi ma la paginetta che segue vuole essere essenzialmente un tributo al campione e alla città che lo ha tanto amato (e lo ama ancora) e non di certo al modesto autore.


Domenica 22 febbraio 2009...ore 14,55 Stadio Renato Dall’Ara

Il sole scalda la fredda e rarefatta aria frizzante dell’Inverno che, tenace, non se ne vuole andare e come sempre resisterà̀ finché ne ha voglia. Ma oggi i raggi sono davvero penetranti, elettrici ed elettrizzanti e colpiscono la pelle del viso con una forza e un’intensità̀ speciale.

In poche ore, magari per pochi minuti, la forza prorompente della stagione “nuova”– fissa le sue bandierine a segnare un frammento temporale più̀ che un angolo di territorio.

Oggi è un giorno speciale. Oggi arriva l’Inter, e ogni volta che arriva l’Inter non si può̀ non pensare a quello spareggio del ’64, a quell’ultimo scudetto, agli eroi di quell’annata a Negri, Fogli, Pavinato, Haller, Perani, Nielsen, Pascutti e al “nostro” Bulgarelli. Nostro delle nostre parti, con la faccia e la voce di uno di noi.

Quella faccia e quella voce che oggi guardiamo sul maxischermo raccontare, all’infinito, di quell’evento storico, così obsoleto da rimanere esotico. Così antico da diventare leggendario.

E fa effetto a pochi giorni dal funerale, sentirlo parlare come se la voce anziché́ uscire dagli altoparlanti del maxischermo scivolasse dalle pendici di San Luca, accarezzando la collina, rifioren- do in questo catino di persone che sono qui per dire “io c’ero!”.

Lui non ci sarà̀, invece, il giorno del compleanno dei nostri Cento Anni. Sarà proprio quest’anno, a Ottobre. A pensarci meglio, forse: ci sarà̀! In un posto d’onore, etereo ma sicuramente privilegiato. Tra le nuvole e San Luca, guarderà̀ dall’altro il nostro piccolo grande popolo colorato. Forse più̀ profondo di ciò̀ che superficialmente potrebbe apparire.

Sono già̀ tante le iniziative oggi “per non dimenticare”: sulla Torre di Maratona campeggia la gigantografia di una figurina Panini con la frase che uno storico supertifoso riservava al nostro, durante ogni entrata in campo: Onorevole Giacomino, salute!

Una maglia gigante con il numero 8 è stesa davanti alla Curva Nord che, si dice, verrà̀ a breve intitolata a Bulgarelli.

Anche i tifosi avversari riservano rispetto all’antico avversario e questo rimane un anacronistico quanto affascinante mistero di sopravvivenza di valori, in un mondo in cui lo sterminio degli stessi, pare almeno collettivamente, completato.

La banalità̀ del calcio e dei nostri giorni impone di riservare a queste occasioni anche il canonico minuto di silenzio e lo speaker si sta prodigando per istruire la folla per garantirlo in maniera assoluta. È così perentorio ed efficace, e probabilmente così semplice la mentalità̀ delle persone quanto sono emotivamente coinvolte, che cala il gelo ben prima che entrino le squadre.

Un umarel dei Distinti Centrali precisa: “Ha detto quando l’arbitro fischia! Ades as pol scorer, adesso si può̀ anche parlare!”– e almeno scatta qualche risata.

Ma nessuno ride, né parla, né fiata e nemmeno applaude, durante il minuto del silenzio.

Ha vinto lo speaker: non si sente una mosca!

Anzi, nel silenzio assoluto che quarantamila persone dovrebbero faticare a garantire, si sente, chiaro, forte, di un’intensità̀ così suggestiva da colpirci e sorprenderci...

Ci guardiamo tutti l’un l’altro e senza un cenno o una parola ci raccontiamo quello che sentiamo: è il fruscio delle bandiere che sventolano nel silenzio. È un flottare ritmato e schioccante, al contempo dolce e penetrante. E sa di natura, di vento, di mare... di storia e di memoria.

(Da "Corri Ragazzo, Vai... " -ed. I Libri di Emil 2012)