Tutto Bologna Web Editoriale Ancora 47 ore per sapere che Bologna sarà

Ancora 47 ore per sapere che Bologna sarà

Redazione TuttoBolognaWeb

Ancora 47 ore e anche questo mercato sarà messo alle spalle. Un mercato in cui il Bologna ha dovuto barcamenarsi con un budget nullo o quasi, svendere nella prima parte lo svendibile – Christodoulopoulos, Sorensen, Khrin - per ottenere le risorse per l'iscrizione alla Serie B e poi racimolare dall'ultimo big rimasto – Kone – i soldi per far il mercato cercando di assecondare le indicazioni di mister Lopez per creare una rosa che avesse il giusto mix di esperienza – Coppola, Maietta, Matuzalem, Troianiello e Cacia – e gioventù – Paez, Oikonomu, Buchel, Laribi – per affrontare al meglio un campionato lungo, logorante e complicato come la serie cadetta.

Il lavoro del direttore sportivo Fusco non è però ancora finito, anzi in questi ultimi due giorni sarà ancora più intenso perché al Bologna mancano un paio di pedine importanti e troppi sono i giocatori fuori dal progetto tattico che si aggirano per Casteldebole pesando, e non poco, su un bilancio societario che non è rosa e fiori. Dopo aver piazzato all'Atalanta Riccardo Bianchi altre tre mission impossible attendono Fusco: trovare squadra a Michele Pazienza, Robert Acquafresca e Diego Perez, senza dimenticare Erik Friberg, Martì Riverola e Federico Rodriguez. I primi due potrebbero trovare casa in Serie A nelle ultime ore di lunedì col Palermo pronto a sfidare il Cesena e l'Aston Villa per il centravanti e il Torino per il mediano. Operazioni probabilmente in prestito che però permetteranno al Bologna di risparmiare due ingaggi pesanti e far rifiatare un po' le casse societarie. Tutto resta fermo sul fronte Perez che non sta ricevendo offerte né dall'Italia né dall'estero. Al momento è proprio l'uruguayano a essere il più difficilmente piazzabile, anche se non tutte le speranze sono perdute in virtù di un curriculum comunque importante che potrebbe stuzzicare la fantasia di qualche club alla caccia di esperienza e fisicità in mezzo al campo. Impossibile o quasi invece trovare squadra a Riverola e Rodriguez visto che i due giovani non hanno lasciato traccia nelle loro recenti esperienze con Maiorca e Montevideo Wanderers.

In parallelo si lavorerà sugli ingressi con priorità per una punta esterna che abbia confidenza col gol visto che al momento, escluso Cacia, il Bologna non ha tra le sue fila giocatori che possano andare a segno con regolarità. Sfumati Nico Lopez e Pellissier, resta in ballo l'acerbo Bessa, ma non si può pensare che sia il brasiliano l'uomo che può togliere le castagne dal fuoco al Bologna. Ci si aspetta un colpo – e Nico Lopez lo sarebbe stato se l'Hellas Verona non avesse messo il bastone fra le ruote dei felsinei – per poter legittimare le ambizioni di risalita del Bologna in questa stagione, ma bisognerà come sempre fare i conti coi cordoni stretti della borsa che limitano di molto l'operato – fin qui sufficiente – del direttore Fusco.

Fra 47 ore sapremo se il giudizio sarà da rivedere all'insù o all'ingiù, ma intanto è bene che a Bologna si lavori sulla testa dei giocatori perché dall'esordio in Serie B il dato più preoccupante è proprio quello mentale. Le due espulsioni – entrambe più che evitabili – non sono un segnale positivo per una squadra che mira verso l'alto perché in B, oltre all'aspetto fisico, quel che conta di più per competere ai vertici è la tenuta mentale e la capacità di gestire le situazioni complicate. Questo più di altro è mancato al Bologna in quel di Perugia e su questo mister Lopez dovrà lavorare duramente al di là di cosa porterà il mercato in queste convulse ore finali.