Tutto Bologna Web Editoriale America ce vedi?

America ce vedi?

Luca Lollini

È stato un Bologna davvero orrendo quello visto ieri pomeriggio al Dall’Ara, il peggiore della stagione. Anche peggiore di quello sconfitto dall’Aquila in Coppa Italia, direi, poiché in quell’occasione c’erano le attenuanti del caso legate alla preparazione imballante e alla prima partita assieme di un gruppo totalmente rifondato. Ieri no, ieri il Bologna-tipo affrontava una Virtus Entella decisamente rimaneggiata ed era lecito aspettarsi di più, molto di più. Invece non è arrivato praticamente niente, se non il gol di Cacia che in due partite ha già segnato un quarto dei gol dell’intero attacco rossoblù della passata stagione. È forse l’unica nota positiva il cinismo del numero nove, ma non è affatto positivo che ieri abbia avuto solo quel pallone giocabile. La squadra di Lopez ha gestito il gioco per il settantaquattro percento del tempo, un dato da tiki taka blaugrana, ma il tiki taka ha il vantaggio di rincitrullire gli avversari con un giro palla apparentemente sterile per poi punirli per mezzo di accelerazioni letali quando sono cotti al punto giusto. Da cuocere, invece, ieri c’era solo quel povero piccione comparso agonizzante a bordo campo nella ripresa. Zero idee per i giocatori in maglia rossoblù, per dieci undicesimi diversi da quelli della scorsa stagione, da consegnare all’oblio, ma a tratti sinistramente simili. Brava l’Entella a difendersi con ordine e concentrazione, senza concedere aperture, e “bravo” anche l’arbitro a non fischiarle un rigore solare per un calcione di Paez su Mazzarani che avrebbe reso il nostro pomeriggio ancora più angosciante. Una lunga domenica di passioni, quindi, che dà il via a una settimana che sarà anch’essa di passioni su due fronti: quello tecnico, con Lopez che dovrà sferzare immediatamente i suoi giocatori, e quello societario, talmente decisivo che potrebbe consentire alla rosa di lavorare paradossalmente meglio. No, non siamo ancora cornuti e ne sono tuttora convinto, ma una partita così è francamente inaccettabile.

La partita più importante, però, è mercoledì (lo scriveranno tutti e non voglio essere da meno). Ci sarà l’incontro tra Albano Guaraldi e Joe Tacopina, l’americano a capo degli americani che vogliono comprare il Bologna. La sola idea che entro il mese potremmo (“potremmo” sottolineato settantaquattro volte, come il possesso palla di ieri) non vedere più Guaraldi al vertice di questa gloriosa società mi fa dimenticare per un attimo la prestazione di Paez. “America me senti?” diceva Sordi sessant’anni fa, e “America ce vedi?” avremmo il diritto di dire noi oggi. La proprietà attuale ha dilaniato tutto quello che aveva trovato, al Dall’Ara non cresce manco più l’erba, e dalle vittorie a San Siro siamo qua a discettare di un pari casalingo con la Virtus Entella, una squadra al primo anno di Serie B. Ah: non vinciamo da marzo e non sappiamo se riusciremo a finire il campionato senza altre penalizzazioni. Insomma, se i condannati a morte sono dei dead man walking, con questa società non siamo altro che un dead club walking. America ce vedi? Allora, te prego, sarvace...