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Al Bologna è tornata fame?

Giacomo Bianchi

In un certo senso, si è davvero rimasti con l'amaro in bocca per non averla vinta. Il Bologna avrebbe potuto fare bottino pieno, se solo Acquafresca l'avesse buttata dentro. Ma avrebbe anche potuto perdere la gara, se Curci non avesse neutralizzato il rigore di Milito. E invece è finita così, con un pareggio che se non fosse arrivato sarebbe stato qualcosa di veramente ingiusto. Si è letto da più parti che alla fine, la gara, l'ha persa Mazzarri. Certo, gli uomini scelti dall'allenatore toscano, e le loro posizioni occupate in campo, hanno fatto decisamente bene al Bologna, ma è giusto rendere anche meriti ai rossoblù. Finalmente si è vista una squadra che ha lottato e ha dato l'anima, una squadra che ha messo in mostra la “fame” di punti. Ci sono stati gli applausi a fine gara e non è da escludere che, se l'ultima palla fosse entrata, ci sarebbe stata la folla ad accogliere il pullman a Casteldebole sabato notte. I fischi di una settimana fa sembrano quasi dimenticati, ma la classifica, neanche a dirlo, rimane deficitaria. Il Sassuolo si è risollevato andando a vincere contro l'Atalanta, ed il Chievo è stato invece fermato dal Verona. Non è il momento di fare dei calcoli, non lo sarà da qui alla trentottesima giornata. Dopo la buona gara di sabato sera, il Bologna deve continuare a muovere la classifica, magari cercando di infilare una serie di risultati positivi. Senza dubbio la gara di domenica contro il Parma non sarà semplice; poco importa se mancherà un Parolo in grandissima forma, perchè i gialloblù sono una squadra organizzata, fatta prima dal gruppo che dai singoli. La classifica parla chiaro, i sogni europei continuano ad esserci e senza dubbio Donadoni e i suoi uomini verranno a Bologna con il pensiero di fare punti per non fermarsi. Il Bologna dovrà essere pronto, motivato e carico, partendo da quanto di buono si è visto sabato sera. Le note più liete vengono (finalmente) dalle scelte giuste e ragionate di Ballardini. È stato fatto tutto con logica: gli uomini hanno giocato nelle posizioni a loro più congeniali (Garics a destra e non mezzala, Mantovani difensore e non ala, Lazaros nei tre di centrocampo e non sulla fascia) e i risultati si sono visti. È tornato anche Kone che, oltre al goal ha dimostrato di avere recuperato dall'infortunio e di non essere un “caso” come pensavano i pessimisti. Il dibattito su dove impiegarlo sta durando ormai da mesi, ma la risposta del greco sembra essere chiara: per dare pericolosità alla manovra e mettere in difficoltà gli avversari, deve giocare sulla trequarti e supportare un giocatore rapido, veloce e che attacchi la profondità (si legga Cristaldo). Ecco quindi che per Bianchi ed Acquafresca le quotazioni sembrano essere abbastanza in calo, almeno fino a quando questo assetto non continuerà a dare risposte positive. Per gli esperimenti non c'è più tempo, questo dovrebbe essere chiaro anche al mister. Viste e considerate le caratteristiche tecniche e tattiche degli uomini a disposizione, l'impressione è che il Bologna abbia bisogno di giocare in questo modo. Mancano poche partite alla fine del campionato; c'è bisogno di continuare su questa strada, senza fermarsi mai. Il pareggio di sabato sera è sicuramente uno stimolo, l'aria nello spogliatoio sarà più leggera e ci sarà anche meno pressione. Il calcio è dominato molto anche dall'aspetto psicologico: quando una cosa va bene tende ad andare sempre meglio, e viceversa. La speranza è proprio questa, che la gara di San Siro abbia dato ai ragazzi di Ballardini maggiore convinzione e maggiore consapevolezza nei proprio mezzi, oltre a quella forza e quello spirito che saranno necessari in questo finale di campionato.