Tutto Bologna Web Editoriale Al bianco e nero preferisco i colori

Al bianco e nero preferisco i colori

Redazione TuttoBolognaWeb

Come l'umidità. Dai una mano di colore al muro, fai i trattamenti, anche se non sono i più costosi, ma nel tempo torna fuori. La macchia, l'odore, il danno, la beffa. Come l'umidità, così è la Juventus, nel cuore di chi tifa Bologna da tanti anni, di chi ne ha viste - di sfide - di chi ha subito razzie, in campo e fuori, da parte della Signora. Amici vestiti in bianconero... chi non li ha? E sono amici carissimi. Però, vedete, senza voler accendere polemiche, davvero non ce la posso fare. Non ce la faccio più neanche a tifarli in Europa, quei colori. E' più forte di me. Ho provato pure a spiegarlo e a chiedermi perchè - vent'anni fa, quando la Juventus vinse una coppa Uefa, feci il tifo per loro, contro gli indiavolati biancorossi del Bilbao. Coppa garantita dal gol segnato in trasferta e non da un risultato che fissasse una marcata superiorità. La risposta è quella che ho appena fornito in apertura. L'umidità. Il lavoro lento ma inesorabile, in profondità, magone dopo magone, amarezza dopo amarezza, ha finito per fare la differenza. Posso pure fornire le prove, vostro onore Giudice Lettore. La prima, tanti anni fa, ricordi annebbiati perchè ancora ero un cinno. Però... c'è la neve a Bologna, c'è Leoncini che picchia come un Furino ante litteram, c'è Bulgarelli che perde le staffe, c'è l'arbitro che caccia lui e Haller, c'è la Juventus che così vince. Con gol di Cinesinho. Un indizio non basta. Obiezione accolta.

Il secondo sono le condizioni ambientali abituali. Diciamolo francamente: mai il Bologna ha giocato in casa contro la Juventus. Mai. L'invasione barbarica dei romagnoli ha sempre rappresentato un fattore. Alla fine l'inferiorità numerica incide. Non certo favorevolmente. L'apice di questa condizione ambientale? Nell'era rossoblù con Guidolin allenatore, minuti di recupero, gol di Zambrotta che evita agli ospiti una sconfitta meritata. Il signor Roberto Bettega, seduto in tribuna, dimentica l'aplomb, si alza in piedi e mette le mani alle orecchie girandosi verso la gente. Se lo poteva permettere, un po' per la proverbiale bonomia felsinea, molto per le condizioni ambientali. Poi gli episodi sul campo, tutti a sfavore, tranne il Nucini day (Juventus-Bologna, rigore che Cruz spreca tirando in curva, match che determina l'uscita di scena dell'arbitro bergamasco). In ordine sparso: al delle Alpi, Maifredi seduto sulla panca torinese e Bologna in caduta libera: i rossoblù dominano la scena, la voglia matta di dare almeno una grande soddisfazione ai tifosi, segna Waas e Traversa, al suo debutto, annulla Haessler. Minuti di recupero, Mariani a terra, Galvani mette palla in fallo laterale, la Juve non restituisce palla, gioca. Marocchi butta palla in mezzo, Di Canio si getta addosso a Biondo e cade. Bazzoli a furor di popolo indica il dischetto del rigore, Baggio pareggia, Marocchi fa presente in campo che alla Juve questi rigori vanno dati (!), finisce 1 a 1, silenzio stampa rossoblù non prima che Detari dica alla stampa: "Juve ha rubato". Ancora: qualche anno fa, pochi minuti alla fine, risultato in parità, a Bologna, un palo rocambolesco toglie la gioia del vantaggio ai nostri beniamini. Contropiede, Del Piero controlla con una mano un pallone che poi serve a Candreva. Gol e gesto a zittire il pubblico per la vittoria ospite. Nè giusto nè simpatico. Marchio Juve.

E in B? Il doppio confronto? Andata a Bologna, braccio di Zalayeta a controllare un pallone prima di un gran tiro che supera Antonioli e sbatte sulla traversa. Rimbalza poi senza avere oltrepassato completamente la linea bianca. Arbitro Messina e guardalinee non hanno dubbi. Gol. Al ritorno? Marchionni sbatte contro Smit fermo e con gli occhi sul pallone, Ayroldi (bip... bip... bip... bip) indica rigore e poi caccia a uno a uno giocatori e dirigenti che gli gridano le loro ragioni. Arroganza del potere? Non vi basta? Arbitro Paparesta, Zambrotta cade in area su contrasto rude ma sul pallone, Paparesta fischia il rigore, Zambrotta si rialza sta per dire all'arbitro che, no, il fallo non c'era. Lo ferma Nevded il putto (non è una parolaccia), lo induce a tacere. Gol su rigore. E a Bologna: pareggio e spiccioli alla fine, Nedved si tuffa, Pieri, lontano trenta metri dalla scenda del delitto (!) si precipita a indicare che è punizione. Tira il ceko e segna. Nella stessa gara, se non erro, un paio di interventi più che dubbio ai danni di Cipriani in area bianconera erano stati perdonati a Thuram & C. E se Viviano non avesse annullato gli effetti, per ultimo, che si sarebbe detto del tuffo carpiato di Krasic, neanche sfiorato da Portanova, che induce l'impomatato Demarco a dare rigore, e qui i tempi non sono così lontani? Scendiamo dalla macchina del tempo per evitare che il fegato ci scoppi. Anche a distanza di anni. Cari juventini, sono sincero: non vi amo e non vi tifo. Non vi piace? Fatemi sparare!