Tutto Bologna Web Editoriale Abero, l'ufo senza un ruolo chiaro

Abero, l'ufo senza un ruolo chiaro

Redazione TuttoBolognaWeb

Qualcuno, per carità abbia la decenza di dirlo, di sfondare il muro dell'omertà applicata a un ingaggio, di dare al calciatore qualcosa di più del rotondo ingaggio. Mi riferisco all'uruguaiano Abero. A fronte di prove non positive, mi rifiuto di pensare che si tratti di bidonissimo. Sarò cocciuto, ma credo ancora nell'amor proprio delle persone. E l'amor proprio di Abero, quello che (immagino) sia stato da tempo narcotizzato per amor di ingaggio dal procuratore del giocatore... fa sì che lo stesso giocatore sveli al mondo la sua natura di ala e non di terzino. La mancata propensione alla fase difensiva è legata a una incomprensione della prima ora. Il ragazzo è stato venduto come terzino perchè al Bologna serviva un terzino. Ma terzino non è, è un'ala. Chiaro? E agli allenatori, Lopez parla la stessa lingua, chiedo per amore del Bologna, una piena rivalutazione di Abero. Oggi ancora un Ufo. Chiedo la testa del procuratore che ha ordito la trama, la chiedo al giocatore. E chiedo a qualsiasi allenatore del globo terracqueo che, in barba alla forma e alle sue regole vuote, soprattutto quando i giocatori non sembrano tali, chieda loro se vengono valorizzati, se fanno quello che sanno fare meglio e vivaddio che indichino le loro migliori caratteristiche dove le esprimono. In modo poi da squarciare il velo degli equivoci, e degli alibi. Che ognuno giochi nel suo ruolo, secondo le sue migliori propensioni e in condizioni di salute per essere valutato. E' la migliore delle condizioni, per tutti: club, giocatori, tifosi. Valga l'esempio Eriberto (ovvero Luciano) che Cinquini portò a Mazzone come mediano davanti alla difesa. Bastarono pochi allenamenti perchè il vecchio e navigato tecnico romano pontificasse: questo è un giocatore di fascia altro che mediano. Ne nacque un conflitto tra ds e tecnico che vide prevalere la tesi del sor Carlo. Al quale Luciano non può che dire grazie se ha avuto una splendida carriera italiana, nel ruolo a lui più congeniale.