Guardando al roster messo in piedi in una settimana dal d.s. Bruno Arrigoni si può essere decisamente soddisfatti del rapporto qualità/prezzo dei componenti della nuova Virtus, non potendo però fare a meno di notare che la V nera manderà in campo uno alto numero di rookie, il quale impatto con il campionato italiano è tutto da scoprire. I lunghi non sono altissimi, il più alto Gilchrist arriva a 208 cm, ma si punta sul grande atletismo di White e l'esperienza italiana di Mazzola, un ottimo ricambio degli americani, per il quale si attende a giorni l'annuncio. Il play Gaddy, sul quale Arrigoni e Valli hanno puntato tutto, potrebbe essere l'ago della bilancia, la differenza tra l'esplodere e il deragliare alle volte è molto sottile. L'esperienza di Allan Ray non si discute ma non può essere più un trascinatore, dovranno dunque prendersi diverse responsabilità pure i giovani esterni italiani a partire da Fontecchio, al quale sarà data la grande occasione di partire titolare, mentre Portannese ed Imbrò sono potenzialmente interessanti ma di certo non ancora capaci di prendersi la squadra sulle spalle. In attesa quindi del quinto "extra", che visto il budget rimasto a disposizione non sposterà di molto gli equilibri, la squadra è un varietà interessante di diversi violini, se Valli riuscirà a farli suonare in maniera armonica la Virtus potrebbe sorprendere.
Virtus, un roster su cui scommettere?
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