Tutto Bologna Web Basket Vandoni: "Questa è la mia Fortitudo!"

Vandoni: "Questa è la mia Fortitudo!"

Giacomo Bianchi

Torna a ruggire, la Fortitudo. Dopo quattro gare con il freno a mano tirato nelle quali le incognite erano più delle certezze, i biancoblù espugnano il Pala Benedetto di Cento e infilano la seconda vittoria consecutiva.

È stata una partita giocata sulle ali dell'entusiasmo per i primi 35 minuti, prima che la stanchezza e la carica dei padroni di casa venisse fuori e mettesse in discussione il punteggio nel finale. Si è arrivati in fondo con l'acqua alla gola e si è dilapidato in pochi minuti un vantaggio anche di 12 punti: ci hanno pensato Montano e Valentini, negli ultimi trenta secondi, a fare in modo che non si arrivasse alla più clamorosa ed immeritata delle sconfitte.

Già, Matteo Montano: dopo la prova splendida dell'ultimo quarto di una settimana fa, il ragazzo bolognese aveva bisogno di dimostrare che in questa squadra può fare il capobranco senza problemi, perchè ha la personalità e la qualità per esserlo. E così, nella sera in cui mancavano Lamma e Sorrentino, il numero 14 è salito in cattedra, ha guidato i compagni per 35 minuti e piazzato 20 punti. Bravo? Bravissimo. Ma coach Vandoni ha voluto specificare alcune cose sul suo conto: “Non mi piace parlare dei singoli; Montano ha fatto una buona prova, è uno del gruppo e io voglio questo da lui. Abbiamo tanta fiducia in lui, sappiamo che ci può dare questo e non siamo sorpresi. Ma deve continuare a migliorare e a crescere.

Dicevamo di una partita che è stata controllata in lungo e in largo da Bologna. Sotto di 6 punti nel primo quarto, i biancoblù hanno recuperato e impattato con le giocate di un Raucci che in avvio ha tirato la carretta da solo. Così, tra fine primo quarto ed inizio secondo, gli uomini di Vandoni hanno infilato un parziale di 16-0 che di fatto ha incanalato la gara su binari abbastanza chiari. Cento ha rincorso per quasi tutta la partita poi, quasi ssnza rendersene conto, si è trovata punto a punto con negli ultimi novanta secondi. Le rotazioni ridotte e gli acciacchi hanno portato la Fortitudo a ritrovarsi in debito di ossigeno, ma alla fine i due punti sono arrivati. Oltre ai già citati Sorrentino e Lamma, infatti, anche Iannilli e Valentini non stavano bene, ma il coach lo ha rivelato solamente a fine gara: “Voglio ringraziarli: Iannilli martedì si è fatto male ad un pollice ma non ha saltato neanche un allenamento e Valentini ha accusato un risentimento ad una coscia ma è voluto essere comunque della gara”. Ma non è stato solo un problema di stanchezza, visto che nel finale qualche fischio dubbio degli arbitri ha rischiato di compromettere la gara: un tecnico alla panchina, qualche inversione di chiamate ed un atteggiamento rivedibile dei giudici di gara, ha permesso a Cento di rientrare in partita. Vandoni, che ha sempre specificato di non volere mai parlare di arbitri, ha commentato così: “Mi hanno fischiato un tecnico perchè ho chiesto a Valentini come stava, non si possono gestire le partite così. Vorrei capire che differenza c'è tra l'arbitraggio in serie A, in B e in C: non ho ancora capito le regole che dettano omogeneità.”

La Fortitudo ha giocato una gara di sostanza, cosa che fino a questo momento si era vista pochissimo in stagione. Sempre avanti, sempre in controllo della gara, sempre a comandare il gioco e a giocare con intensità (tranne, come detto, gli ultimi minuti). È questa la Fortitudo di coach Vandoni? L'allenatore non ha dubbi: “Fino ad oggi non avevamo ancora fatto la Fortitudo. Ci siamo guardati negli occhi prima della partita e ci siamo detti che avevamo un conto in sospeso verso questo meraviglioso pubblico che continua a sostenerci. Vogliamo dedicare la vittoria a loro.” E, accusato da più parti di avere usato fin troppe volte la scusa degli infortuni per giustificare i risultati abbastanza deludenti di questa prima parte di campionato, l'allenatore ha voluto specificare un concetto: “Questa è la mia Fortitudo, una squadra che si è batte e lotta. Ve lo avevo promesso nel precampionato; non cerco nessun alibi, posso essere criticato se faccio degli errori dal punto di vista tecnico, ma vorrei essere rispettato come uomo: mai cerco scuse e mai mi nascondo, questa è la realtà”. Parole chiare e concrete di un condottiero che ieri sera ha guidato la sua truppa alla prima vittoria.

Da questo momento il campionato dovrà svoltare: questa vittoria può dare carica e morale, la Fortitudo deve ripartire da qui per puntare sempre al massimo.