C'era assoluto bisogno di una vittoria, e coach Vandoni lo aveva anticipato anche sabato in conferenza stampa. E così è stato, una Fortitudo instabile ha ottenuto altri due punti in casa ed è salita a 4 in classifica. Con il passare delle settimane, però, bisognerà anche migliorare l'andamento fuori casa, perchè una squadra che ha ammesso senza mezze misure di puntare alla promozione, non può limitarsi a fare bottino pieno solamente in Piazza Azzarita.
Al termine della gara il coach ha fatto i complimenti alla squadra e ha affermato che non era assolutamente facile affrontare una Trieste che ha giocato tutta la gara con un centro atipico che ha tirato 12 volte da 3: “Affrontare Franco non è facile per nessuno, soprattutto per un giocatore come Iannilli che non è abituato ad allontanarsi dal canestro”. Ma il centrone biancoblù, al di là di questo, ha giocato una partita di spessore, condita da una doppia doppia fatta di 12 rimbalzi e 13 punti: “Sono contento della sua partita, è in crescita: sto lavorando molto per farlo giocare più lontano da canestro, cosa che in questi anni gli è mancata totalmente.”. Ma il coach è contento di quasi tutti i suoi ragazzi: “Valentini ha dimostrato di essere universale e ha trovato buone soluzioni in attacco, Samoggia ha trovato minuti perchè ha bisogno di prendere il ritmo partita ma sta migliorando molto rispetto alle settimane passate. E poi devo fare i complimenti anche a Mancin: è vero che non ha giocato tanto, ma non era questa l'avversaria da dovere affrontare con uno della sua stazza e delle sue caratteristiche”.
È complessivamente contento, coach Vandoni. Ma uno dei più grandi limiti della sua Fortitudo è proprio quello di non essere continua sui 40 minuti. Anche ieri sera, la squadra è partita benissimo nel primo quarto, ma nel secondo si è fatta rimontare da un parziale ospite di 9-0 che l'ha fatta andare sotto anche di 7 lunghezze. Poi nella ripresa le cose sono cambiate e tra il terzo ed il quarto periodo ha subito rispettivamente solo 11 e 7 punti. Come si spiega questa cosa? “Dobbiamo lavorare tanto sotto questo aspetto, perchè siamo partiti forte ma poi siamo stati morbidi nei momenti in cui si poteva chiudere la gara. Poi anche oggi gli avversari hanno tirato con percentuali clamorose, ma ci siamo abituati. Nella ripresa l'inerzia è cambiata, siamo stati più aggressivi e l'abbiamo vinta così”.
La partita è stata punto a punto quasi fin verso la fine, poi Matteo Montano ha deciso di trasformarsi da silenzioso comprimario quale era stato fino a quel momento, a personaggio decisivo. In quarantacinque secondi ha preso un rimbalzo offensivo, segnato una tripla in faid-away con le mani in faccia uscendo dai blocchi alla Belinelli e quattro liberi decisivi. Insomma, nel momento in cui c'era da venire fuori, c'è riuscito eccome. E il coach ne ha anche per lui: “Nel finale è stato decisivo, ma deve capire che può essere IL protagonista, non uno DEI protagonisti”. Bastone e carota, per il coach, che dal suo play si aspetta tanto. Ma il ragazzo è tranquillo e risponde così: “Non sento pressione, so che devo migliorare e farmi sentire di più. Oggi è andata bene, ma è la vittoria della squadra, non quella di Montano. Non è mai facile giocare partite del genere, ma non per la pressione che dà giocare al Paladozzza: io mi carico davanti a questa gente, ma gli avversari sanno che contro di noi possono fare le gare della vita e diventare degli eroi.”. Parole da leader, che devono avere un seguito anche sul campo.
Ma la cosa che preoccupa maggiormente coach Vandoni è l'infortunio che si è procurato Davide Lamma: “Mi ha chiesto il cambio, si toccava il flessore. Non penso sia solo una botta, in settimana faremo gli esami strumentali del caso. Non so più cosa dire, gli infortuni ci stanno continuando a colpire e sembra non ne usciremo”.
Intano la seconda vittoria in casa è arrivata, due punti che si vanno ad aggiungere a quelli di una settimana fa contro Bergamo. Da oggi bisognerà cominciare a lavorare pensando all'anticipo di sabato contro Cento: sarà un derby sentitissimo, sarà la partita della maturità per scoprire cosa si vorrà fare da grandi.
Una Fortitudo discontinua trova la vittoria in casa
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