Coach Vandoni mostra gli artigli. Incassata la fiducia dal presidente Anconetani, l'allenatore non cerca alibi, ci mette la faccia, come ha sempre fatto.
Tuona Vandoni: "Ora niente più alibi"
"Dobbiamo migliorare. Punto. Siamo la Fortitudo, niente scuse". Chiaro e diretto, Vandoni non si nasconde, conscio dell'attuale momento incassa: "la fiducia del presidente? Svolgo questo lavoro da anni. So che fare l'allenatore non vuol dire fare l'impiegato statale. E' un mestiere che mi sono scelto, sono molto impegnato mentalmente a cercare di fare meglio".
Formazione ancora da inventare, non è un momento facile, le scelte non saranno obbligate, ma le assenze di Lamma e Sorrentino peseranno e non poco. "Non parlo di loro, Anconetani ha ragione. I problemi non devono esserci, e comunque devo essere bravo io a risolverli. Stimo moltissimo Marco Albanesi (coach di Cento), vorrei riuscire a rendergli la giornata impegnativa. Noi siamo i primi a non essere contenti del bilancio di 2 vinte e 2 perse, vogliamo cambiare la situazione".
Piovono critiche sull'utilizzo di capitan Lamma, secondo alcuni il play è stato gestito male, troppi minuti per un ragazzo non più giovanissimo. "Solo chi capisce poco di basket non si rende conto che il minutaggio di Lamma è stato più alto per le rotazioni diverse create dagli infortuni - ruggisce Vandoni - nessuno aveva programmato i 45 giorni di stop di Samoggia, i 18 di Valentini e l'infortunio di Sorrentino".
A Cento c'è aria di dentro o fuori, il coach rimane impassibile: "io faccio il mio lavoro, sono a posto con la mia coscienza. Chi verrà, vedrà una squadra che ha voglia di fare".
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