di Alessandro Iannacci
Non bastano Ray e White, deludono gli italiani.
La sconfitta di ieri non è stata una sorpresa. Già alla vigilia si sapeva che la trasferta di Brindisi sarebbe stata complicata e che difficilmente la Virtus avrebbe portato a Bologna due punti. In realtà, però, il match di si poteva anche vincere: in molti, infatti, hanno sperato nell'impresa, soprattutto dopo il grande inizio della squadra di coach Valli che, tenuta a galla dalle invenzioni di Allan Ray e Okaro White, ha chiuso il secondo quarto in svantaggio soltanto di un punto, dopo essere stata anche sopra di cinque alla fine del primo. Al ritorno dal' intervallo, però, la partita è cambiata: Brindisi ha aumentato l'intensità difensiva, costringendo i bianconeri a forzature che spesso hanno portato alla perdita del possesso. Lo stesso Ray, miglior realizzatore delle Vnere con 21 punti, si è più volte intestardito nel cercare la giocata personale, andando ripetutamente a sbattere contro i lunghi brindisini.
C'è da dire, però, che alla Virtus, per tutti i quaranta minuti, sono mancati gli italiani. Imbrò è stato decisamente impalpabile, nonostante Valli gli abbia dato più minutaggio affiancandolo spesso al più esperto Abdul Gaddy: forse quest'ultima decisione però non gli ha permesso di mettersi mostra, poiché è sempre stato il play americano a portar palla, rendendo praticamente inutile la presenza del compagno più giovane.
Inoltre, forse per la prima volta dall'inizio del campionato, le Vnere hanno dovuto fare i conti con una prestazione disastrosa di Simone Fontecchio: dopo aver costretto coach Valli a farlo sedere in panchina a pochi minuti dalla palla due per un problema di falli, è rientrato in campo a sprazzi soltanto negli ultimi due quarti, collezionando diversi errori di precisione ed un deludenti zero nel tabellino delle statistiche finali. Data la giovane età, però, un po' di incostanza e di inesperienza può essergli ancora tranquillamente perdonata, a patto che si riscatti subito.
Infine anche Valerio Mazzola, una delle sorprese in queste prime giornate del campionato bianconero, ha contribuito in modo negativo al match, facendosi notare soltanto per aver preso il tecnico che ha affossato definitivamente la Virtus e che, come confermato da Valli nel post-partita, gli costerà una multa da parte del club.
Al coach non può essere imputato tanto, se non il fatto di non essere riuscito a tenere unita la squadra una volta che Brindisi ha inserito l'acceleratore e di non aver trovato una buona soluzione per penetrare la solidissima difesa avversaria.
Continua, però, il grave problema dei lunghi per la Virtus. Dopo Homan, cacciato in seguito alla famosa lite con Finelli, i bianconeri non hanno più avuto sotto canestro un giocatore capace di dare un'impronta decisiva alla partita: la stagione scorsa King e Jordan hanno dato pochissima tranquillità ai tifosi bianconeri , tanto da costringere la Virtus a tesserare Ebi, e ,anche quest'anno, purtroppo, Gilchrist non sembra ancora affidabile.
Già dalla prossima sfida ci si deve aspettare, quindi, una reazione significativa da parte dei giocatori apparsi più in difficoltà nel match di Brindisi, anche se all'Unipol Arena arriverà Reggio Emilia, prima in classifica e seria candidata ad un posto nella finale playoff. Per compiere il miracolo servirà soltanto una prova di grande carattere e coraggio.
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