Grande partita ieri sera all'Unipol Arena, condita da grande intensità, grandi giocate e da un sontuoso Matt Walsh. Nel momento più difficile della stagione la Virtus coglie una vittoria fondamentale per continuare a inseguire le Final Eight.
La Virtus torna a vincere
LA PARTITA. "Prima di tutto i complimenti davvero sentiti a Brindisi perché oggi abbiamo visto tutti dal vivo perché questa squadra ha questo record di 7 vittorie su 8 partite. Rimane attaccata alla partita, non puoi sbagliare possessi o ti punisce subito, ha un atteggiamento difensivo super. Oggi noi abbiamo dato il massimo, siamo stati un pochino più duri di loro, siamo andati oltre l’errore, oltre la palla rubata, oltre il rimbalzo non preso. Abbiamo rotto il loro ritmo rimescolando la difesa e negli ultimi 5 minuti abbiamo giocato nel modo migliore, passandoci la palla e costruendo tiri da liberi". Le parole di coach Bechi a fine partita rendono onore all'avversario,ma esaltano anche la grande prestazione dell V nere. La grande intuizione di Bechi a schierare la zona contro cui l'attacco di Brindisi ha faticato in più di una azione, è stata una delle chiavi della partita, insieme alla solidità difensiva della Virtus, e, questa volta si, alla continuità nei 40 minuti. Il desiderio di riscatto della squadra si è visto in campo, trascinati da un leader come Matt Walsh: i compagni lo cercano quando la palla scotta, e lui prontamente risponde presente, mortifere le due triple nel finale del quarto quarto. La partita racconta di una Virtus che, questa volta non ha sbagliato l'approccio alla partita, non poteva essere altrimenti contro la squadra pugliese, sempre pericolosa nei 40 minuti con tutti gli uomini schierati in campo. Caspar Ware ha dimostrato che nei momenti difficili lui c'è, dopo che Arrigoni in settimana lo aveva difeso. Per quanto riguarda Brindisi grande prestazione di Bulleri, a 36 anni "il Bullo" continua a esserci sempre nei momenti decisivi per la sua squadra, vedi le due triple consecutive realizzate in uno dei momenti caldi della partita, e l'arresto e tiro, da far vedere e rivedere in tutti i settori giovanili per costruzione e pulizia di tiro. Da notare anche la grande intelligenza tattica di Todic che sa leggere sempre un attimo prima quello che può accadere come nel caso delle due azioni contro Jordan, il fratello di quello visto a Reggio Emilia. La partita di Brindisi è stata degna di una capolista, l'unica pecca offensiva sono stati tiri in alcune occasioni troppo affrettati e la percentuale dalla lunetta della squadra di Bucchi e in particolare di Campbell (29%). La difesa comunque ha messo parecchio in difficoltà la Virtus, complice la sua aggressività. Il commento di Bucchi a fine partita: "E’ stata una partita dura e spigolosa caratterizzata da tanti episodi: siamo una squadra giovane, dobbiamo lavorare ancora molto, abbiamo preso alcuni tiri troppo affrettati non per egoismo ma per voglia di aiutare la squadra. Vedo comunque anche tanti aspetti positivi".
LA MOSSA DI BECHI. Oltre a quella geniale della zona allungata a tutto campo, Bechi ha proposto un esperimento curioso con il doppio lungo, Jordan e King insieme sul parquet. La mossa si è rivelata troppo azzardata forse contro un quintetto di piccoli che Piero Bucchi aveva schierato in quel momento. Era comunque un'idea interessante di un allenatore che dopo due sconfitte consecutive ha saputo ridare morale alla squadra e portarla a battere la capolista. Le abilità di Bechi certo non si scoprono quest'anno, se la Virtus è lì in classifica gran parte del merito è anche suo.
MVP. Inutile scrivere quale sia l'Mvp della partita, tutti sanno già che il suo nome è Walsh. Classe, agonismo e leadership sono i tre aggettivi che potrebbero descrivere questo immenso giocatore. La strigliata a capitan Imbrò quando non riesce a trasformare un suo passaggio in due punti, causa cattiva ricezione, è sintomo di un giocatore per il quale la parole perdere non è contemplata nel vocabolario. Canestri in cui unisce classe e maestria, sa quando deve fornire assist, ma quando trova lo spazio giusto va fino in fondo. Anche in difesa è stato eccellente, l'uomo giusto al momento giusto, non chiamatelo più sesto uomo, iniziate pure a chiamarlo LEADER.
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