Doveva essere la gara della riscossa. È la seconda domenica consecutiva che, per raccontare la partita della Fortitudo, si esordisce con questa frase; ma, ancora una volta, le aspettative del prepartita non sono state rispettate e si è finito con il perdere. Seconda sconfitta consecutiva, terza nelle ultime quattro, per una Fortitudo che regala, forse, la peggior prestazione della stagione. Male in difesa, non tanto per il numero di punti subiti (66), quanto piuttosto per gli errori banali e i rimbalzi offensivi concessi. Preoccupante anche la prova offensiva: a parte l'ultimo quarto, nel quale una Empoli, già sicura della vittoria, ha concesso tanto (27 punti), i primi tre periodi si sono chiusi con rispettivamente 14, 9 e 10 punti fatti. Troppo poco per una squadra che, almeno sulla carta, ha tutte le possibilità per fare dell'attacco il suo punto di forza. Sarà un'altra settimana di lavoro duro e sarà il caso che qualche lampadina di allarme cominci ad accendersi nella testa dei giocatori e dello staff.
La Fortitudo cede anche a Empoli
Politi comincia con Caroldi e Sorrentino in quintetto, al fianco di Verri, Fin e Spizzichini. È subito del centro romano la prima iniziativa offensiva dei biancoblù: segna, subisce il fallo e ribalta il vantaggio di Mariotti. Il primo quarto è esattamente l'emblema di quelli che saranno i primi venti minuti: la Fortitudo difende complessivamente abbastanza bene, ma fa una gran fatica a segnare. Si va avanti solamente grazie ai tiri liberi, ottenuti per il bonus speso da Empoli fin troppo presto. Per il resto c'è un grande impatto di Thomas De Min che, entrato dalla panchina, segna 5 punti di fila ed è prezioso anche in fase difensiva. Si arriva anche a -1, ma il rimbalzo offensivo regalato sulla sirena, riporta le 3 lunghezze di distanza. Al primo intervallo si è 17-14.
Ad inizio secondo quarto c'è subito il canestro di Cappa su assist di Ravazzani. Poi la Fortitudo si smarrisce ancora di più in attacco (come se ce ne fosse bisogno) e due perse di Fin e Venturelli, alternate ai canestri di Ravazzani, mettono 7 punti di distanza tra le squadre. La barca continua ad affondare, ma un parziale di 5-0 firmato Sorrentino e Spizzichini riporta il punteggio in equilibrio sul 27-21. Ma è un fuoco di paglia, la confusione in campo viene mischiata al nervosismo dei giocatori, ci si dimentica di giocare, e Ravazzani sfrutta al meglio tutte le seconde occasioni concesse sotto le plance. A fine primo tempo, le lunghezze di distanza sono 9: 32-23.
Nel terzo quarto ci si aspetta una reazione d'orgoglio da parte della F. Ma non succede niente di quanto sperato: Politi prova a passare a zona, ma il risultato è che Mariotti segna la tripla del +13 e Ravazzani allunga fino alle 16 lunghezze di distanza. Dall'altra parte in attacco non si riesce a fare nulla, non ci sono idee, ci sono tante perse e c'è ancor più nervosismo. Un parziale di 10-0 di Empoli viene chiuso da un buon sottomano di De Min, ma alla sirena il tabellone dice 50-33.
Il quarto periodo dovrebbe essere quello del recupero, almeno così è stato nelle gare precedenti. Ma in realtà in attacco si continua a fare tantissima confusione, Sorrentino protesta eccessivamente e viene espulso e Mariotti (il play avversario, quindi non propriamente il più alto in campo) tocca i 9 rimbalzi, un dato che mette in luce tutta la distrazione degli uomini di Politi. Empoli non sbanda a differenza di Castelfiorentino e Piombino, tiene alto il livello dell'intensità e, anche se regala 27 punti ai bolognesi, mantiene sempre il controllo della gara. Finisce con le triple di Caroldi, Venturelli e Fin ed il punteggio (bugiardo) che si fissa sul 66-60.
LE INTERVISTE. Queste le parole di coach Politi a fine gara: “Sono a commentare l’ennesima sconfitta in trasferta, sinceramente questa sera ho poche parole. Avevo veramente fiducia nel fare una buona gara, ma siamo partiti sotto come spesso ci succede e non siamo riusciti a cambiare l’ inerzia. Purtroppo abbiamo fatto sempre i soliti errori banali in difesa, e pur prendendo 66 punti la realtà è che alla fine del 3° quarto ne avevamo fatti solo 40. Nel finale abbiamo avuto una reazione e abbiamo provato a buttarci oltre l’ostacolo e ci siam presi tiri che non ci eravamo mai presi. Purtroppo la squadra quando va sotto smette di ragionare, si rompono i giochi, si va di iniziative personali.
Ora bisogna solo che ci chiudiamo in palestra a lavorare. Ero contento della settimana fatta, ma subito avversari e arbitraggio ci hanno fatto vedere che aria tirava, spesso abbiamo risposto a parole e non a fatti, e questo non va bene. Dobbiamo cambiare atteggiamento, abbassare la testa e provare a recuperare credibilità anche in trasferta perchè se continuiamo così è a rischio anche il secondo posto”.
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