Quando tutti aspettavano il supplementare e l'annessa cena posticipata, ci ha pensato Gherardo Sabatini a tranquillizzare i 4.500 spettatori (se non qualcosa di più) presenti questa sera al Paladozza. Tripla sulla sirena, da 9 metri ed Empoli rispedita a casa. La Fortitudo vince una partita nella quale ha sofferto tanto, è stata sotto per quasi tutto il primo tempo, è riuscita ad infilare un parziale clamoroso ad inizio terzo quarto, ma non è stata brava a chiudere i conti. Si è sentita troppo sicura ad un certo punto, e ha mancato della zampata finale. Da rivedere diverse cose, ma su tutte la gestione dei palloni decisivi ed importanti. Questa sera, in diverse occasioni, è mancato uno schema o un “gioco” tale da prevedere un canestro costruito. Ma veniamo alla partita. Il clima al Paladozza è caldo, sventolano le migliaia di bandierine biancoblù fornite dallo sponsor Kontatto e la Fossa dei Leoni reagala l'ennesima meravigliosa coreografia. Pronti via ed Empoli non si fa certo intimorire, firmando un parziale di 9-0 che attechisce un po' tutti. La Fortitudo rientra subito in partita, a guidare la truppa stavolta è il comandante Venturelli che, dopo le tante critiche della settimana, si carica la squadra sul groppone e la porta al -2 sul 13-10. Poi gli arbitri fischiano qualcosa di inspiegabile (male, nel complesso la direzione di gara, sia da una parte che dall'altra), Tinti protesta e si becca un fallo tecnico. Empoli si regala 5 punti e torna a scappare. Ma allo scadere del quarto è ancora Venturelli a mettere la bomba del 20-23 che consente il quasi aggancio. Il “bomber” sembra ritrovato e ad inizio quarto infila subito altri 2 punti. Si segna poco di qua e di là, e al Fortitudo va sempre a rincorrere. Il pareggio arriva a metà del quarto e lo agguanta Pederzini, che fino a quel momento era stato praticamente nullo. I biancoblù difendono bene e sono bravi a rimbalzo contro il temuto Ravazzani, ma davanti sbagliano tanto con Venturelli che prima fa uno 0/4 filato ai liberi, ma poi mette una gran tripla e porta i suoi avanti. Nell'ultimo minuto succede di tutto, con Spizzichini che dà un calcio insensato all'avversario a rimbalzo (inevitabile fallo antisportivo che frutta 4 punti) e la F che perde due brutti palloni che costano altrettanti contropiede: il primo tempo si chiude sul 33-39. Nel terzo quarto la Fortitudo entra con il piglio giusto ed infila subito un bel parziale che la riporta a contatto. Sabatini sembra in serata, difende, penetra, scarica, segna da 3. L'apoteosi arriva con le triple consecutive di Caroldi e Fin, che valgono il massimo vantaggio biancoblù sul 55-46. La macchina poi inspiegabilmente si ferma e consente la rimonta dei toscani che, con tre canestri facili facili, si rifanno sotto e chiudono il quarto sul 55-52. L'ultimo quarto è invece un lungo tira e molla. La Fortitudo segna e difende, poi passa minuti nei quali non difende e non segna. Si rimane lì fino alla fine: è qui il grande demerito dell'aquila, non riuscire a chiudere la gara. Ad un minuto dalla fine, sopra di 4, tutti pensano sia fatta. Ma non è così perchè un bel gioco toscano (con annessa tripla) rimette tutto in gioco. Sopra di 1 e con l'ultimo possesso, la Fortitudo se la gioca malissimo e addirittura il fallo di Sabatini può volere dire sconfitta. Così non è perchè Ravazzani fa 1 su 2 ai liberi a 10 secondi dallo scadere. La F ha la palla per vincere, ma anche stavolta non crea nulla. Mancano due secondi e i biancoblù guadagnano una rimessa. Si potrebbe costruire un tiro, ma i timeout sono finiti. La palla arriva a Sabatini che da 9 metri fa un passo in allontanamento e fa partire una parabola perfetta che vale la vittoria. La gioia è incontenibile e l'invasione di campo dimostra ancora una volta l'attaccamento di questa gente per questa maglia.
La Fortitudo batte Empoli allo scadere: 73-70
LE INTERVISTE. Tinti è contento della vittoria ma non certo di quello che ha visto in campo: “A fine secondo quarto abbiamo buttato via tutto quello che di buono avevamo fatto fino a quel momento. E poi non possiamo sbagliare così tanti liberi: tirare con il 50% in casa, in una partita punto a punto, è controproducente e ci rischia di fare perdere la gara. Dobbiamo stare più concentrati e non infastidirci per le fischiate arbitrali. Non mi è piaciuto come abbiamo difeso nel finale, se siamo sopra di 5 non possiamo lasciare lo spazio per tirare da 3 ad un giocatore che fino a quel momento non aveva sbagliato nulla. Poi, chiaro, sono contento del risultato. Ma devo sempre guardare le cose sulle quali migliorare. Sabatini? Non guardo solo all'ultimo tiro ma a tutta la gara. È entrato, si è sacrificato e non è più uscito. Spero che gli elogi che gli arriveranno non gli facciano male. Deve stare sempre pronto”.
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