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Grazie Gek

Redazione TuttoBolognaWeb

Lo aveva annunciato già prima dei playoff ed ora dopo la sconfitta in gara 5 contro Milano in una serie bellissima, Giacomo Galanda appende ufficialmente le scarpette al chiodo. Un giocatore di una grinta ma soprattutto di una classe immensa, che negli anni ha fatto comprendere il significato della parola leader da lui perfettamente incarnata. La partita contro Caserta nella gara decisiva per accedere ai playoff è stata la fotografia perfetta della sua strepitosa carriera: Galanda si è alzato dalla panchina quando la sua squadra aveva bisogno di lui e ha risposto piazzando la tripla che ha spaccato la partita portando i suoi sul più dieci, accompagnata poi da una delle sue solite esultanze, suo marchio di fabbrica. Quando si parla di Galanda e di esultanza non possono non venire in mente quelle ad Atene 2004: l'Italia sta giocando la semifinale contro la Lituania, contro una squadra pazzesca, e per vincere ha bisogno della partita perfetta. La nazionale allora allenata da coach Recalcati piazzò 18 triple in quella che rimarrà una partita storica per il basket italiano, e anche lì, neanche a dirlo, Galanda fu protagonista con 16 punti,insieme a Pozzecco, Bulleri, Basile e tutti gli altri di quella fantastica nazionale. Dicevamo Galanda e le sue esultanza: siamo sul 70-63 Bulleri scarica per lui che senza pensarci due volte piazza la tripla e poi tornando in difesa esplode in un'esultanza in cui c'è tutta la grinta di quell'immenso campione. La scena poi si ripeterà sull'83-79, ancora una volta palla per Galanda, che questa volta piazzerà una "bomba" dall'angolo. Di quella partita non va dimenticato neanche il suo splendido lavoro difensivo a testimonianza del suo spirito di sacrificio per la squadra, che indusse Franco Lauro che commentava quella partita ad esclamare: "Che marcatura, che difesa!". Galanda è stato questo ma tanto tanto altro, e a Bologna se lo ricorderanno con la maglia della Fortitudo, dove approda nel 1997, anche se quell'anno non incise molto e venne utilizzato come riserva di Fucka. Nel 1998 il trasferimento a Varese dove da protagonista vince lo scudetto della stella, e sarà scudetto anche l'anno dopo quando torna alla Effe, ed anche qui sarà protagonista. Il suo palmares parla da solo: 3 campionati con tre squadre diverse, oltre alle due già citate anche quello del 2003 con Siena, 2 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia e a livello di nazionale, oltre all'argento alle Olimpiadi ad Atene 2004, anche un oro nel 1999, un argento nel 1997 e un bronzo nel 2003 agli Europei. A questo vanno aggiunte le due meravigliose promozioni in Serie A con le maglie di Varese e di Pistoia con cui ha chiuso ieri sera la sua carriera. Davanti a una carriera del genere e ad un uomo e un giocatore di questo tipo non si non alzarsi in piedi e tributargli un'ideale standing ovation, alla quale ci uniamo anche noi. Grazie di tutto Gek, eternamente grati per quello che hai dato al basket italiano.