I tifosi virtussini non lo dimenticano, anzi, è un vero e proprio idolo, parliamo di Roberto Brunamonti intervistato dal Corriere di Bologna. Una chiacchierata a tutto tondo sul ruolo del playmaker profondamente cambiato negli anni, sia per compiti in campo che per stazza fisica: "Il play anni ottanta non esiste più - ha ammesso Brunamonti - se ai miei tempi proponevi un un giocatore di due metri nel ruolo di play ti prendevano per matto". Il basket è proprio cambiato allora: "Sì, adesso le squadre vengono modificate in corsa e il taglio di un giocatore è ormai un'abitudine. Solo chi vince non cambia e il fatto che negli ultimi anni abbia vinto sempre Siena ha spronato le altre a dover fare dei cambiamenti". Anche il ruolo del playmaker si è evoluto: "Ora si utilizza il pick' n' roll e il play avrebbe bisogno di stabilità per trasmetterla egli stesso al resto della squadra. Questo non significa che i play ragionatori siano scomparsi, credo però che la capacità di fare canestro sia fondamentale; l'importante è non perdere la capacità di dettare ritmo ai compagni". Due parole sul momento del basket italiano: "E' una lega di sviluppo ormai, un trampolino di lancio. Se il giocatore delude viene subito cacciato. Credo che a parte le prime tre le altre dovrebbero utilizzare i giovani italiani che stanno facendo bene nelle varie nazionali giovanili". Un commento, infine, sulla Virtus: "C'è Imbrò, spero possa trovare spazio e giocare con continuità. Ray l'ho avuto giovanissimo a Roma ed è maturato tanto, se Valli lo ha voluto sarà certamente un uomo chiave. Non dimentichiamoci di Arrigoni che è una garanzia e il fatto che gli obiettivi si siano abbassati può permettere di lavorare con più serenità".
Brunamonti: "Non esiste più il play anni ottanta"
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