La Virtus domenica premierà Alfredo Cazzola, il suo presidente più trionfante. La Final Eight di Coppitalia è appesa a un filo fragilissimo. La squadra è da irrobustire, nell'animo e nel rendimento. E' un compito difficile per Luca Bechi, che dopo aver trovato buone prestazioni, ha visto anche apparire qualche crepa. Come riporta Repubblica, Bechi risponde ad alcune domande: "Non eravamo fenomeni prima, non siamo broccacci adesso. Me compreso. Dopo la vittoria a Roma, avevamo detto che la nostra crescita doveva ancora arrivare. La nostra corsa è sulle trenta partite, non sull'immediato. Non si fanno grandi passi avanti in pochi giorni. Il nostro cammina dura da settembre a maggio e non basta uno schiocco di dita per tornare la grande Virtus. Non possiamo fare le iniezioni di esperienza a questi ragazzi. Le squadre crescono negli anni. Ma è vero che il nostro trend sta calando, rientra nei pro e i contro di un gruppo di ventenni, soggetti a variazioni di rendimento e approccio. Ho visto pochi giovani giocar subito da duri". Bechi commenta così i loro avvii tragici in trasferta e i finali in confusione: "La Virtus ha anima, su 14 gare ne ha giocate 12 punto a punto, vincendo e perdendo netto solo contro Montegranaro e a Siena. La consistenza c'è, andiamo a folate. Siamo partiti forte, ora ci aspettano al varco. Le nostre due punte sono Walsh e Hardy: a volte hanno fatto bene, altre male". Commenta la stagione di alcuni dei suoi ragazzi: "Ware sapevamo che non era un giocatore fatto e finito. Dovrà verificare a che livello può arrivare assieme alla Virtus. Ci sono dei tempi fisiologici di crescita. Gaddefors è nel vortice negativo, lavoro per fargli ritrovare il dinamismo perso. Per quanto riguarda Jordan e Motum sono tecnici, mentre King è più atletico. Dobbia o acquisire durezza, manco ruvidezza, e pelo sullo stomaco".
Bechi: "Non si fanno grandi passi avanti in pochi giorni"
© RIPRODUZIONE RISERVATA