È stata l'ennesima settimana tormentata in casa Fortitudo. Dopo il cambio dell'allenatore, è toccato al “consulente tecnico” lasciare la carica. Calamai si è dimesso, e lo ha fatto per propria scelta. Sulla sua decisione non ha influito il comunicato della Fossa dei Leoni che (senza mezzi termini) lo invitava a mollare, perchè il suo ruolo era superfluo ed il suo stipendio troppo importante per la carica ricoperta. Ma all'ex garante non sono importate queste parole, se ne è andato ammettendo di non avere più l'entusiasmo di qualche mese fa e lasciando tutto nelle mani di Anconetani: “la società ora è solida ed ha un futuro davanti, io mi limiterò a fare il tifoso”. Altri sette giorni nei quali, quindi, le parole sono contate più dei fatti e di quello che succede sul campo. E per non farsi mancare nulla, è tornato di moda anche il nome di Federico Ballandi, il presidente di Kontatto che non ha mai negato di volere entrare in società. Tanti discorsi, ma stasera si torna a giocare e la trasferta di Alessandria è necessaria per cercare di dare continuità ai due successi che Politi ha ottenuto fino a questo momento.
Aspettando Alessandria-Fortitudo
DOVE ERAVAMO RIMASTI. Alla vittoria contro Mortara. L'esordio in campionato del nuovo coach era subito coinciso con i due punti guadagnati. Ok, Mortara non è stata sicuramente squadra a livello di Tortona (ma neanche di Pavia, per rendere l'idea), ma la Fortitudo ha dimostrato di essere viva e di essere capace di lottare. Ha messo sul parquet un atteggiamento ed uno spirito che non si vedevano da tanto tempo, è rimasta concentrata fino alla fine, è stata brava a reagire dopo le sciocchezze di De Min e ha chiuso la gara con una difesa arcigna e pressante, che non ha lasciato spazio alle iniziative avversarie. Bene Spizzichini e Venturelli, due che nelle ultime gare dell'era Tinti si erano persi ancora di più rispetto a prima. Sembra che sia in miglioramento anche Patrizio Verri: dopo le prestazioni poco convincenti che avevano fatto sorgere inevitabili dubbi sul suo conto, qualcosa di buono pian piano stia venendo fuori. Chi invece è sembrato fuori dai giochi è stato De Min, e non solo per il fatto che non parta più in quintetto base. Non è entrato in gara e ha commesso due errori nel finale, che hanno riaperto la gara.
L'AVVERSARIA. Alessandria non è una squadra facile da affrontare, come invece sembra dire la classifica. I piemontesi ad oggi hanno dodici punti ed occupano il penultimo posto, ma una classifica così corta consentirebbe loro di lottare anche per i playoff, nel caso dovessero inanellare una buona striscia di successi. La squadra è allenata da coach Vandoni, definito da Politi come “il migliore per queste categorie”. Attenzione, perchè se fuori casa le cose vanno decisamente malino (1 vinta e 7 perse), tra le mura amiche è tutta un'altra storia: si parla infatti di 5 vittorie e 3 sconfitte, ma anche di un clima abbastanza caldo, che può essere un valore aggiunto. Il roster è molto giovane, ma gli uomini più pericolosi sono i “vecchi”: Bazzoli, Grilli, Salvatore e Pavone sono gli unici nati prima del '90, e sono i leader di questa squadra. I primi due hanno tanti punti nelle mani (rispettivamente 18 e 15), il terzo è un playmaker che viaggia a 10 punti e 4 assist a partita, mentre l'ultimo è il classico centro d'area, con 9 punti e 9 rimbalzi per match.
FEDERICO DIXIT. Non è per niente tranquillo, Politi, in vista della gara di questa sera: “Sarà una sfida difficile, loro in casa giocano bene ed hanno una buona spinta dal pubblico. Noi ci siamo allenati con qualche defezione questa settimana, e stasera saremo contati, visto che mancherà anche De Ruvo. Per quanto mi riguarda la prima settimana da capo allenatore è andata bene: sono cambiate un po' di cose, ma il clima è buono e di questo sono contento. Non ci sono momenti di tensione, i ragazzi recepiscono le cose e io provo a cambiare molto la tipologia di allenamento, per non abbassare mai la tensione e tentare di diminuire i nostri cali mentali. Calamai? Ha detto che si usava troppa comprensione e poca aggressività. È una questione di carattere, io sono molto più simile a Tinti e prima cerco di capire dove sono i problemi, senza essere duro con i ragazzi. Ma lo capisco, ci sono certi momenti nei quali qualche giocatore sarebbe davvero da appendere al muro. Tornando alla partita, dobbiamo fare bene anche in trasferta: in casa abbiamo il pubblico che ci fa da sesto uomo, fuori invece a volte ci dimentichiamo dei ragazzi che ci seguono sempre. Per fare il salto di qualità dobbiamo cominciare a vincere anche lontano da Bologna.”.
Appuntamento questa sera alle ore 18.00, con diretta su RadioNettuno, sulle frequenze di TeleRomagna (99 e 192 del digitale) e sul sito dell'emittente.
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