Tutto Bologna Web Basket Addio e grazie a Ranuzzi, uno dei grandi della V

Addio e grazie a Ranuzzi, uno dei grandi della V

Redazione TuttoBolognaWeb

Lascia la Città dei Canestri uno dei grandi, Renzo Ranuzzi. Ha detto addio ieri, scomparso a 89 anni. Nato a Bologna il 15 luglio 1924, protagonista negli anni 50’ della Virtus. Insieme con i suoi amici Bersani, Rapini, Marinelli, Vannini, Dondi, hanno scritto pagine memorabili di uno sport che in quegli anni era forse solo palla al cesto.

Ha giocato nella Virtus dal 46’ al 50’ e poi dal 51’ al 54’, per un totale di 136 presenze e 1142 punti. Ha vinto tre scudetti consecutivi dal 47’ al 49’, poi il passaggio clamoroso al Gira, ma sempre un amore straordinario per la V nera. Venti presenze in Nazionale, è stato anche a Londra nel 48’ per i Giochi Olimpici. Nel volume ‘I canestri della Sala Borsa’ scrisse: “Ancora adesso per la Virtus mi alzo dal letto”. Negli anni 50’ abitava in piazza dei Tribunali, a due passi del campo da gioco. Giocava e lavorava, perché all’epoca i canestri sono puro dilettantismo. Era tecnico della Timo (antesignana dell’attuale Telecom). “Facevo il turno fino alle 15, poi correvo in palestra”.

Porelli lo chiama una prima volta in Virtus come allenatore, nella stagione 68’-69’, quella cominciata da Jaroslav Sip, Poi l’avvocato lo richiama in Virtus nel 80’. In palestra ci va Renzo dopo le dimissioni di Ettore Zuccheri, sarà sotto la supervisione di Aza Nikolic. Stagione maledetta che si chiude con la fatal Strasburgo: si giocava la prima finale di Coppa dei Campioni per la Virtus, battuta dal Maccabi. Finale affrontata senza Jim McMillan che era fuori per infortunio e non sono ammesse sostituzioni. Poi finale scudetto, dove perde anche Marquinho, per infortunio, e la perde contro il Cantù, ma a testa alta.

La sua passione per il pallacanestro l’ha trasmessa al figlio Stefano, tricolore con la Virtus juniores nel 72’, vincitore della Coppa Italia del 74’, e ha fatto parte della squadra della prima stagione italiana di Dan Peterson. Poi è diventato allenatore anche lui. Renzo aveva perso la moglie Adriana due anni fa. Adesso è andato a raggiungerla. Lascia qui oltre al figlio Stefano, anche la primogenita Roberta. Giovedì, alle 15, nella chiesa della Certosa, l’ultimo saluto a uno dei pionieri e delle leggende della Città dei Canestri.