Nonostante antipatie e disquisizioni sul modesto livello degli avversari incontrati, non si può non ammettere che l'evidente lavoro fatto da Antonio Conte in questi anni di Juventus sia stato importante soprattutto a livello di equilibrio e organizzazione tattica. Il tecnico bianconero è passato dall'offensivo 4-2-4 degli esordi ad un 4-3-3 che la scorsa stagione gli consentiva maggiore copertura del campo per poi scegliere infine il 3-5-2 odierno per approfittare al meglio delle doti dei tanti centrocampisti a disposizione. Non si tratta di un modulo prettamente offensivo visto che in fase di non possesso almeno un esterno si abbassa sempre sulla linea dei difensori, ma consente uno sviluppo organico dell'azione sfruttando le doti tecniche ancora di primo livello di Pirlo. Il regista azzurro non è solo l'uomo da cui passano tutti i palloni e che imbecca puntualmente le punte o i tagli degli esterni, ma soprattutto è l'incaricato principale del dialogo con i tre difensori. Quest'anno infatti l'azione della Juventus tende a svilupparsi lentamente cercando ostinatamente il giro palla per avere il tempo di riorganizzare i reparti e schiacciare gli avversari nella loro metà campo soffermandosi spesso nel palleggio fino alla trequarti prima di cercare uno sbocco offensivo. Le alternative non mancano visto che dalle fasce Asamoah e soprattutto Lichtsteiner amano tagliare con frequenza dentro l'area, ma che anche le mezzali Marchisio e Vidal non disdegnano frequenti inserimenti dalle retrovie. Un'arma in più è poi quella delle conclusioni da lontano di cui il giovane Pogba è ormai un affermato esecutore. Paradossalmente però l'attacco bianconero non è uno dei punti di forza della manovra di Conte visto che manca un giocatore in grado di garantire una ventina di reti a stagione. Vucinic è l'unico punto fisso e ama uscire dall'area a caccia del pallone ma per questo motivo avrebbe bisogno di un centravanti che lo aiuti nel lavoro d'area: tra Matri, Quagliarella e Giovinco il primo è certamente il più adatto pur non essendo un top player mentre invece gli altri due hanno colpi importanti ma non possono sorreggere il peso di un intero reparto. La difesa bianconera formata da Barzagli, Bonucci e Chiellini è poi sicuramente molto fisica e dotata nel gioco aereo, ma mostra palesi lacune contro avversari rapidi che sanno sfruttare le ripartenze e gli scambi rapidi per entrare in area e affrontare un Buffon apparso a volte appannato.
Scheda tattica: la Juventus di Conte
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