Il primo avversario stagionale del Bologna è una delle squadre più enigmatiche della nuova Serie A visto che cambiando allenatore dovrà modificare anche tanti aspetti del suo calcio. Il Napoli di Rafa Benitez è una formazione del tutto diversa da quella di Mazzarri sia nello spirito, sia negli uomini, sia nella disposizione tattica. Nella prima parte della sua carriera il tecnico spagnolo ha applicato con successo il 4-4-2 per poi convertirsi al 4-2-3-1 che dovremmo vedere anche nella sua esperienza partenopea. La prima novità riguarda quindi la disposizione ed il numero dei difensori di un reparto che punta sugli innesti di Reina in porta e Albiol al centro ma soprattutto sulla capacità di adattamento di Maggio e Armero che dovranno impegnarsi come terzini e non più come esterni di centrocampo. La diga di mediana vedrà sempre protagonisti due tra Inler, Behrami e Dzemaili che però dovranno reggere il peso del tridente di fantasisti formato da Callejon, Hamsik e Mertens (o Insigne). In questo caso la mutazione riguarda soprattutto l'approccio dei giocatori che non dovranno più cercare la ripartenza rapida o il lancio lungo, ma la costruzione articolata dell'azione. Per il momento nel reparto di centrocampo sembra mancare il classico regista a cui in genere Benitez affida le chiavi della squadra, ma l'assenza più importante sarà sicuramente quella di Cavani. Lo straordinario goleador uruguaiano infatti lascia un'eredità pesantissima sulle spalle di Higuain che dovrà sviluppare in fretta quell'istinto da killer che non ha mai mostrato con continuità. L'ultimo e decisivo cambiamento del nuovo Napoli deve poi avvenire nella mentalità dei tifosi e del presidente: Benitez infatti è un ottimo costruttore di un progetto a lungo termine da cui però non ci si possono aspettare risultati immediati.
Scheda tattica: il Napoli di Benitez
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