Vuote le casse dei club, la crisi economica resa più grave dal Covid

L’esigenza di tagliare ingaggi milionari e non solo in Serie A

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

La Serie A è un iceberg in viaggio verso l’equatore, galleggia precario e sotto si scioglie tutto. Le casse e gli stadi sono vuoti, i conti dei club disastrati, la bancarotta un incubo reale. Nell’ultima stagione le perdite aggregate delle 20 squadre sono state di 770 milioni, uno sprofondo rosso impossibile da gestire e da fronteggiare in piena emergenza Covid. Ora però c’è un limite invalicabile: entro il primo dicembre vanno saldati oltre 300 milioni di euro di stipendi, che in Serie A hanno sfondato la cifra astronomica di 1,3 miliardi l’anno. I club non ce la fanno più, l’ingaggio medio è di 1.2 milioni l’anno. Con una forbice che va dai 31 milioni di euro di Cristiano Ronaldo ai 40 mila euro di Martin Palumbo, 18enne centrocampista dell’Udinese. Il costo del lavoro è un macigno, i club litigano da mesi con i giocatori per ridurre gli stipendi. E il governo tace.

Fonte- Corriere della Sera

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