Stadio temporaneo, le novità

Alla ricerca di investitori e fondi per tenere i rossoblù in città

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

La crisi post Covid non ferma l’operazione di restyling del Dall’Ara. Infatti l’ad Fenucci ha tenuto di recente diversi incontri con Fiera, Caab e Fico, potenziali aree che potrebbero ospitare lo stadio temporaneo. C’è inoltre una terza soluzione, zona Pallavacini che però imporrebbe spese di urbanizzazione delle aree, poco convenienti su un’operazione da 10-12 milioni. Quest’ultima opzione farebbe lievitare i costi di restyling del Dall’Ara, che sono stimati intorno ai 100 milioni, dei quali 20 garantiti da Saputo, 40 dal Credito Sportivo e 40 dal Comune. L’ipotesi di giocare a Ravenna, per quasi 2 anni a partire dal 2022, si sta allontanando perchè non garantirebbe una presenza fissa di tifosi allo stadio. Per questo il Bologna ha avuto contatti con potenziali investitori come mondo operativo e Unipol per lo stadio temporaneo. Il Bologna è pronto a investire dai 3 ai 5 milioni per la nuova struttura, ma ne servono dai 5 ai 7, per garantire al club di mantenere la squadra in città nei 18 mesi in cui il Dall’Ara sarà chiuso per restyling, a partire dall’estate 2022.

Intanto, entro il 20 ottobre, è attesa la dichiarazione di pubblica utilità da parte di Palazzo d’Accursio sull’operazione stadio e filtra ottimismo sul fatto che non dovrebbero esserci ritardi. Infine, sono presenti anche contatti con enti geologiche e dei materiali pericolosi da rimuovere e smaltire in seguito alla rimozione della struttura aggiunta per i mondiali del 1990.

Fonte: Carlino

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