QS – Taglio stipendi, la Juve inguaia gli altri club

I bianconeri hanno agito in autonomia, ma non tutti i club hanno la stessa struttura economica

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Il taglio degli stipendi in Serie A per fronteggiare l’emergenza coronavirus ha spaccato ancora di più i club di Serie A.

La Juve ha fatto da apripista, tagliando ‘solo’ un mese e mezzo di stipendio e spalmando il resto sulla prossima stagione. Questa decisione da un lato sprona il calcio italiano ad agire di conseguenza, ma potrebbe causare ancora polemiche. Il vertice tra Lega A e Aic sulla sospensione degli stipendi è saltato all’ultimo secondo e la discussione rischia di essere lunga. Per esempio, se la Juve ha tagliato un mese e mezzo perché gli altri club dovrebbero accettare soluzioni peggiori? Secondo il QS, si registrano malumori da parte dei club medio-piccoli per la fuga della Juventus sul tema, una decisione individuale che ha spiazzato le società e qualche dirigente che pensava a tagli più sostanziosi perché non tutti i club hanno la disponibilità economica dei bianconeri. Ad Agnelli va riconosciuto il merito di aver dato una linea di principio, ma al tempo stesso di aver aperto una via impervia per la gran parte delle società

 

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