Pivatelli: “Per gli azzurri sarà dura, ma passeremo”

Pivatelli: “Per gli azzurri sarà dura, ma passeremo”

L’ex centravanti rossoblù, intervistato dal Corriere di Bologna, e il suo ricordo di Belfast: “Fu una trappola”

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Nel 1958, quando l’Italia fu sconfitta a Belfast dall’Irlanda del Nord perdendo il pass per il Mondiale (poi vinto dal Brasile di Pelè, ndr) – unica esclusione della storia azzurra –, centravanti azzurro era Gino Pivatelli, che con la maglia del Bologna realizzò ben 105 gol. Con l’Irlanda, cinquantanove anni fa, bastava un semplice pareggio. “Eravamo convinti di farcela, invece ci girò tutto storto”, racconta Gino. Del resto i presagi erano arrivati, ed erano abbastanza chiari: la partita era di fatto prevista per il dicembre del ’57, ma il direttore di gara designato, l’ungherese Zsolt, non riuscì a raggiungere Belfast, e così si disputò una semplice amichevole. Il match, tenutosi poi a gennaio, “fu una tragedia”, e Pivatelli ce ne racconta di cotte e di crude su quel direttore di gara “manovrato” dagli irlandesi, sul campo in “condizioni orrende, mai viste”, sulle occasioni fallite, anche in prima persona. A dirigere la squadra era allora Alfredo Foni e un comitato federale con Pasquale, Marmo, Tentorio e Schiavio. “A parte Foni e Angiolino (Schiavio, ndr) non ne capivano nulla”: parlavano lingue diverse i cinque attaccanti schierati in quell’occasione, ossia Ghiggia, Schiaffino, Montuori, Da Costa e proprio Pivatelli al centro, unico italiano. Il ritorno in Italia fu triste e silenzioso: “Ero avvilito, avrei voluto picchiarmi”.
E stasera con la Svezia? “I nostri ce la metteranno tutta. Non sarà facile per la nostra Nazionale, ma ce la farà”.

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