Lesione all’adduttore per Krejci: out 30-40 giorni

Lesione all’adduttore per Krejci: out 30-40 giorni

Lo riporta il sito ufficiale del Bologna

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Gli esami cui è stato sottoposto Ladislav Krejci hanno evidenziato una lesione all’adduttore lungo destro.

Tempi di recupero previsti: 30-40 giorni. Lo riporta il sito ufficiale del Bologna.

1 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. adelmoparis - 1 anno fa

    Prima una settimana d’amplesso puro, con tanto di sigaretta finale, poi la partita di Cagliari, contro un Castro che, in mezzo, ha fatto il bello e il cattivo tempo, più incisivo di quanto non lo fosse stato Cristiano Ronaldo una decina di giorni prima. Ha fatto seguito la rimostranza di Inzaghi, poi lo sfilarsi di Saputo dal calcio canadese, infine le due tegole di Mattiello e Krejci. Ce n’è per mettersi elmetto e corazza.
    In Sardegna Maran ci aveva profilati per benino, la nostra verticalità d’impostazione e movimento, lo spazio tra centrocampo e difesa e, non ultimo per importanza, le amnesie difensive. Sempre che di amnesie si possa parlare.
    Va rimarcata la giusta autocritica di Nagy, in effetti è stata una prestazione deludente (la sua ma non solo), troppo spesso è stato permesso agli avversari di passeggiare tra le linee ed è stata regalata troppa autonomia a Castro, troppo dinamismo a Barella, gli unici due che potevano cambiare l’inerzia della partita per i padroni di casa, ma il solo Adam, stretto tra i due, è stato portato per mano all’errore. Dopo due giorni gli ha fatto eco Danilo, che si è preso la responsabilità dell’errore sul primo gol, ma, a ben guardare, (a parte che Skorupski doveva uscire), Calabresi e Mattiello erano stati saltati, Nagy era andato a coprire su Castro, Danilo scappava sul primo palo, Dijks in diagonale e De Maio non ha fatto una delle tre scelte possibili, scappare in mezzo o sul secondo palo o andarsi a marcare l’accorrente Pedro, invece si è guardato indietro e ha presidiato il dischetto, senza avvisare il compagno di reparto del pericolo imminente alle sue spalle, per questo capisco che Inzaghi abbia scelto di far uscire lui.
    De Maio difetta di senso della posizione a cui la statuaria fisicità non può sopperire, brutta malattia per un difensore. In attesa di Helander preferisco Paz, già vittima sacrificale sull’altare bianconero.
    La serenità di una squadra parte dalla difesa.
    Dal 352, con l’uscita di De Maio, si è passati al 442, più consono contro il gioco dei sardi sulle fasce, con una disposizione offensiva a rombo.
    Se però si mettono entrambi gli esterni alti col piede invertito in un centrocampo a rombo, si ottiene la soluzione strategica esattamente opposta a quella del 442 classico, si infittiscono così, come in un imbuto, attaccanti e difensori, riducendo gli spazi nella zona offensiva centrale, perdendo in ampiezza e costringendo i terzini attaccanti a coprire una zona più ampia, senza la copertura delle mezzali, e lasciando la protezione della ripartenza con un uomo in meno. E’ vero che la protezione dell’esterno basso è fatta da quello alto, ma, in questo modo, senza un uomo della catena, fanno più chilometri entrambi e non è sempre detto che siano poi in grado di recuperare l’avversario in fuga. Non mi sembra molto economico.
    Tutto sommato pensavo che la partita non fosse così difficile da interpretare, mi sono sbagliato. Questo senza buttare la croce addosso a Inzaghi, che prova, in maniera anche temeraria, a trovare il bandolo della matassa, mettendo in campo i giovani e i panchinati con qualche risultato che fa ben sperare.
    La prossima partita è col Torino, che preferisce giocare con la difesa a tre (3421 o 352), la possibilità di giocarci contro in maniera speculare evita troppi pensieri, tuttavia, fino ad ora, da questo atteggiamento non ne abbiamo tratto un gran giovamento. A rigor di logica il modulo più adatto sarebbe il 433 con pressing alto, rimane un pour parler (non pourparler) perché ci vogliono uomini che non abbiamo e non avevamo, per di più, se mettessero due trequartisti dietro un’unica punta, si potrebbe rischiare che il nostro centromediano sia preso in mezzo (vedasi sopra), con un risultato poco felice per noi.
    Avrei optato per un più sicuro 4231, con Dzemaili dietro l’unica punta, ma l’assenza di Krejci rende impossibile farlo decentemente.
    Sui media è apparsa anche l’ipotesi di un attacco con Falque, Zaza (che pare abbia avuto qualche problema muscolare) e Bellotti; è possibile, tuttavia non credo che lasci fuori Berenguer o lo scali in difesa, si avrebbe così un 424 o un 442 sghembo, con la loro dx più avanzata della sx (che con gli uomini che abbiamo è una scelta possibile).
    Che Mazzarri passi dalla strategia di un 352 a quella di un 424 mi sembra strano, il primo modulo prevede un dominio in mezzo mentre il secondo trova nel pressing avanzato la soluzione per distruggere la costruzione avversaria. Se dovesse scegliere il 424 la soluzione è semplice, un bel 532 con Donsah come mezzala di sinistra (se possibile e perchè manca Krejci), a limitare e, soprattutto, preoccupare Falque, dall’altra parte Poli. Questa scelta sarebbe un regalo fatto a noi.
    Se Mazzarri dovesse schierare un 352 è più complesso, non potendo utilizzare il 4231 propenderei per un 3511, con la formazione di quattro rombi di sviluppo in costruzione: i tre centrali col centromediano, centromediano con le mezzeali e il trequarti, mentre, a destra e sinistra, difensore esterno col quinto, il centromediano e la mezzala.
    Santander deve essere veloce a scendere appena prendiamo palla.
    Copertura di Rincon col trequarti (preferibile Dzemaili), maggiore libertà di posizione (quindi di costruzione) per il centrale di difesa e il centromediano (a questo punto preferibile Nagy) perchè non hanno reali uomini di riferimento.
    Non mi fido molto del nostro esterno destro, Lì coprirei con Donsah che ha una buona intesa con M’baye, dall’altra parte opterei per Poli, tuttavia se entrambi non avessero l’autonomia adeguata, a sinistra metterei Svanberg, gli altri due a sostituirsi sulla destra. Nagy a scalare sulla mezzala lasciata libera dalla nostra in copertura sul quinto.
    L’ultima possibilità avversaria è rappresentata dal 3421, per noi diventerebbe imperativa la difesa a quattro, due mediani (Nagy e Pulgar), due centrocampisti avanti a loro (Orsolini e Svanberg) e due punte. Un 4222 che spingerà sulle fasce il gioco avversario, a quel punto la copertura esterna è dei mediani, coperti sul lato cieco dallo scalare del centrocampista di competenza.
    Vorrei fare un discorso a parte per Destro, fatto bersaglio di frecce, freccione e frecciacce (e fregnacce) da parte di giornalisti e tifoseria.
    Mattia era già destinato alla rampa di lancio nell’inverno scorso, grazie al buon lavoro prodotto da Donadoni, ora rappresenta un’ultima scelta, immolato anche lui in quel di Torino, abbandonato, ramengo e solingo, dalla fiducia e dai cori di uno stadio. Eppure è l’attaccante, la prima punta, con più qualità nella nostra squadra, lo stesso uomo che al suo arrivo fu salutato da ovazioni. Più che traditore è tradito. Forse, che giochi o meno, ha solo bisogno di una pacca sulla spalla, non gli negherò la mia.
    Capisco di essere stato prolisso, portate pazienza.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy