Carlino – Faccia a faccia con Fenucci

Carlino – Faccia a faccia con Fenucci

L’amministratore delegato ha parlato alla squadra

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Si affronta la crisi in casa Bologna.

Ieri alla ripresa degli allenamenti a Casteldebole c’è stato un confronto tra l’amministratore delegato Claudio Fenucci e la squadra. Poco prima che i giocatori scendessero in campo per la seduta pomeridiana, il dirigente è sceso negli spogliatoi per provare a scuotere il Bologna dalle sue paure. Lo riporta il Resto del Carlino che sottolinea come il discorso dell’Ad avesse l’intento di generare positività alla squadra provando a scacciare i fantasmi del non gioco e soprattutto della classifica. In vista le sfide contro Roma e Juve, sulla carta chiuse ma nel calcio non si sa mai, si cerca una reazione su tutti i lati e che possa iniziare a portare punti pesanti. Si punta anche sulla capacità di Pippo Inzaghi di tenere la barra dritta nel momento di difficoltà. Proprio il tecnico ieri è arrivato in mattinata per confrontarsi con la dirigenza con cui ha pranzato. Ci si stringe nell’unità a Casteldebole.

 

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  1. adelmoparis - 9 mesi fa

    Fenucci non ha la faccia del motivatore, non ne ha la voce e neppure il carisma. Ci vuole ben altro.
    Tentenno e dondolo nell’indecisione, frenato da una malavoglia di scrivere alimentata dall’epididimite calcistica, poi guardo alla classifica e m’accorgo che dovremo fare la corsa su Frosinone, Empoli e Chievo (coriacea per trascorsi ed indole), le altre sembrano aver messo le ali ed hanno bottini che si recupereranno a fatica, mentre noi siamo lì, al palo di un uno, cifra e simbolo, impalati da un unico punto, che è pur sempre più dei gol fatti.
    Se non siamo precoci abbiamo almeno il dovere di essere celeri nel ritrovare lo spirito e il gioco, strappare i punti già dalle prime partite, altrimenti “vae victis”, con un Ronaldo nei panni di Brenno (forse “travestito da” sarebbe più adeguato).
    C’è stata la sosta della Nazionale e non abbiamo partorito nulla, anzi, non è così, a sorpresa ci è stata offerta una coppia offensiva più strana di Lemmon-Matthau, e sinceramente m’aspettavo di più.
    Non è più tempo d’esperimenti, li ha già tentati tutti Bigon con cento punte che non ne segna una, e se non ci si riesce con una matita che si provi con un compasso, una biro o una penna d’oca imbambolata, ma in fondo al sacco la palla ci deve andare.
    E se non si può sperimentare, io non posso più stare a scossare la testa e ad allargare le braccia sconsolate, quindi scrivo senza saperlo fare neppure bene.
    Abbiamo un buco di gioco al centro, sulla trequarti, ed abbiamo una buona percentuale di duelli aerei vinti, quale strategia potrebbe mai convenire? Ed in base a questa strategia quale sarebbe il modulo più adeguato? Quale sarebbe la tattica? Ci sono gli uomini giusti? E se non ci sono, si potrebbe ovviare al problema? Come? E’ obbligatorio giocare con due punte?È obbligatorio giocare con tre difensori?
    Dividiamo il campo in 3 sezioni: fascia dx, centro e fascia sx. Se l’utilizzo del centro è poco produttivo si usino le fasce, poi palla al centro, tesa e alta, per l’apparente abilità nel gioco aereo e per una capocciata verso la porta. Concetto strategico semplice e chiaro. Da qui modulo e tattica vanno sottobraccio.
    Nessun modulo più del 442 è votato a questo tipo di gioco, esterni alti e bassi a scambiarsi di posizione ed a coprirsi a vicenda, due punte pronte a sfruttare inviti nel mezzo dell’area e 4 uomini a raccordo tra le due fasce e a protezione. Questo modulo ha un difetto di nascita: sopporta poco le transizioni, ci si può ovviare con preparazione e sacrificio, ma ha anche un pregio: lo sanno fare perfino mia nonna, mia madre, mia moglie, mia sorella e mia figlia, senza parlare di mia suocera, mia cognata e mia cugina.
    Un primo vero problema sono gli uomini che dovrebbero scendere in campo. A sinistra sembrerebbe facile, Krejci e Dijks, perfetti per il modulo, e, a completare la catena, serve un interno, vediamo se Dzemaili ha voglia di sbattersi, altrimenti spazio a Svamberg che, seppure non assomigli a Heidi Klum, ha una bella gamba. Però il gioco non è finito ed è giusto procedere col ragionamento.
    A destra la soluzione è più complicata, l’esterno alto di ruolo è Orsolini, che non ha un movimento classico perchè tende spesso ad accentrarsi, questo non è per forza un difetto se si ha modo di compensarlo. Qui entra in gioco Poli, equilibrio principale del centrocampo bolognese, che è una mezzala e, come tale, può scegliere la via interna o spostarsi sulla fascia, e dietro? Nessun problema! Sia Mattiello che M’baye s’accentrano inconsciamente. Ricapitolando la catena di destra: alto verso interno, medio verso esterno e basso verso interno. Buona copertura degli spazi in una gestione di fascia di tipo posizionale, che però non deve svilupparsi sempre nello stesso modo col rischio di diventare prevedibile.
    Questa visione prevede l’utilizzo di due punte ma esclude la difesa a tre.
    Ci sono dei punti deboli? Certo! Come no?!
    Un primo punto debole l’ho menzionato prima, la transizione, un secondo è una debolezza che si può creare dietro (sotto) la catena laterale di sinistra (ci si ovvierebbe con un Pulgar su quella catena, come interno, utilizzandolo abbastanza bloccato), terzo, il movimento di Orsolini potrebbe scontrarsi con uno delle punte e questo è, forse, il problema più complicato da risolvere e probabilmente la soluzione dovrà essere tratta in modalità empirica.
    Santander, come più forte colpitore di testa, ha il posto assicurato, al suo fianco, per quanto detto di Orsolini, dovrebbe essere Falcinelli che dovrebbe partire da destra, tuttavia Destro è più forte tecnicamente e di testa.
    Ricapitolando: Orsolini tendenzialmente verso sx (ma anche a rimanere a dx, dettando il movimento di tutta la catena), Falcinelli verso sx, Santander verso dx (incrocio), Krejci sulla sx, questa soluzione è tutta da provare.
    Il tempo manca e, mancando tempo, questa è una soluzione sensata su cui lavorare, e annaspare, come fatto fino ad ora, non ha più senso quando un 3313 alla Bielsa mi sembra improponibile.
    Cincinnato, Cincinnato, vaffanculo Cincinnato ed a me, tifoso senza pace

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