Bologna: presto per le critiche, un mercato in linea con gli obiettivi

Bologna: presto per le critiche, un mercato in linea con gli obiettivi

Un bilancio sul mercato rossoblu poche ore dopo la chiusura.

di
Jacopo Biondini

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Sono passate poco più di dieci ore dalla chiusura del mercato e già si sprecano nei pagelloni i giudizi sulla campagna acquisti delle varie squadre, fra affari, colpi mancati e presunti errori. L’umore dei tifosi non è dei migliori e il Bologna per la maggior parte dei quotidiani non va oltre il 6, resta nella zona medio bassa della griglia e colleziona valutazioni poco entusiaste: di certo il mercato rossoblu non è stato esaltante, ma prima di lasciarsi andare a catastrofismi è utile fare alcune considerazioni, anche se poi il giudizio finale e inequivocabile spetterà al campo.

In primis un aspetto positivo riguarda le tempistiche della campagna acquisti rossoblu. La dirigenza del Bologna si è mossa in anticipo, è stata forse la più attiva nei primi quindici giorni di mercato e ha regalato a Donadoni quattro nuovi innesti già a disposizione per il ritiro di Castelrotto: De Maio, Gonzalez, Poli e Falletti. Per un allenatore è fondamentale poter lavorare coi nuovi giocatori fin dalle prime fasi della preparazione così da inserirli gradualmente nei meccanismi della squadra, una testimonianza lampante è la Fiorentina che ha una rosa costruita quasi interamente nel mese di agosto e nelle prime due giornate ha ottenuto due sconfitte con cinque gol subiti. Dopo i primi quattro acquisti il Bologna ha riscontrato problemi per Avenatti ed è stato costretto a tornare sul mercato e ha deciso di puntare su Palacio che, giudizi soggettivi a parte, è un giocatore di qualità, esperto e duttile di certo molto gradito a Donadoni. Resta da capire in che ruolo sarà impiegato e che garanzie fisiche darà, ma potrebbe rivelarsi un gran colpo capace di sostituire Destro o giocare al suo fianco. Infine il mercato in entrata si chiude con l’arrivo di Keita che va a puntellare la corsia sinistra di difesa.

Un altro punto a favore dell’operato dei dirigenti rossoblu è il mercato in uscita. Come promesso infatti non sono stati ceduti i top player: da Verdi a Di Francesco, passando per Masina e Donsah. Proprio questi ultimi sono stati al centro di trattative fino all’ultimo giorno, ma la loro cessione a quelle cifre sarebbe stata un grosso errore: oltre a essere potenziali pilastri della squadra, in caso di un’annata molto positiva il loro valore sul mercato aumenterebbe a dismisura, vedi caso Atalanta. I big sono rimasti sotto le Due Torri, ma i movimenti in uscita sono stati tanti: da Viviani a Oikonomou, passando per Mounier, Gastaldello, Sadiq e Rizzo la dirigenza è riuscita a liberarsi di tutti gli esuberi. Unico neo forse l’aver lasciato andare così facilmente al Verona un giovane interessante come Ferrari.

Infine il mercato del Bologna va valutato anche in relazione a quello delle dirette concorrenti. Se l’obiettivo è migliorare il risultato dello scorso anno bisogna analizzare la campagna acquisti delle squadre di medio bassa classifica. Partiamo dalle neopromosse: il Verona punta sull’esperienza di Cerci, Pazzini e Caceres, ma la squadra nel suo complesso non è molto diversa da quella dello scorso anno; la Spal invece ha compiuto una vera rivoluzione accogliendo la colonia di ex Bologna, ma anche due attaccanti esperti come Paloschi e Borriello; infine il Benevento è forse la compagine meno attrezzata con Cataldi, Lazaar, Iemmello e D’Alessandro tra i colpi più importanti. Poi c’è il Crotone che ha modificato ampiamente la squadra con gli arrivi di Budimir, Mandragora, Izco e tanti altri. Proseguendo l’analisi troviamo un’Udinese sicuramente indebolita dalla cessione di Zapata e Thereau che in avanti punterà su Lasagna e nel resto dei reparti ha una formazione piuttosto simile a quella della passata stagione. Chi avrà una squadra praticamente uguale a quella dello scorso anno è il Sassuolo che ha perso Pellegrini e Defrel sostituendoli con giocatori che aveva già in casa, Missiroli e Falcinelli. Cambia poco anche il Chievo che accoglie Pucciarelli e Tomovic tra i probabili titolari, così come il Cagliari che sostituisce Di Gennaro e Borriello con Cigarini e Pavoletti. Infine ci sono le genovesi: rivoluzione per la Samp che ha stravolto l’attacco con la partenza di Schick e gli arrivi di Ramirez e Zapata, colpi interessanti anche per il Genoa che ha acquistato gli ex Milan Lapadula e Bertolacci oltre all’ex Bologna Rossettini.

Il mercato del Bologna non è stato di certo esaltante, ma considerando che Donadoni ha avuto la maggior parte dei rinforzi a disposizione nella prima fase del ritiro, che l’ossatura della squadra è rimasta tale e ha un anno in più di esperienza e infine che le concorrenti non sembrano essersi nettamente rinforzate, non ci si può scagliare contro una società che con un budget così ridotto ha operato con intelligenza e lungimiranza restando in linea con il progetto, ma cercando anche di accontentare l’allenatore che quest’anno avrà meno attenuanti. Gli aspetti negativi tuttavia non mancano: la cessione di Ferrari potrebbe creare rimpianti in futuro e soprattutto il mancato arrivo di un giocatore di spessore a centrocampo lascia stupiti, non c’è un vero sostituto di Dzemaili, in termini di gol, qualità e carisma.

Dopo tre mesi di trattative il mercato si conclude e come sempre il campo darà il suo giudizio.

 

 

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