Verdi di rabbia

Verdi di rabbia

Simone sforna una perla delle sue: un rigorino toglie i tre punti al Bologna. C’è rabbia e rammarico, ma la strada è quella giusta

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Bologna sontuoso al cospetto della capolista, tanto che i padroni della Serie A sembravano i rossoblù e non i nerazzurri. Se col Napoli la festa era durata un’ora, stasera si è arrivati quasi a mezzanotte come Cenerentola: peccato solo per il risultato finale viziato da un rigorino che nemmeno il Var ha chiarito. Ma la perla di Verdi, che quasi di rabbia ha scagliato un sinistro all’incrocio è la foto perfetta della rinascita rossoblù.

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Resta dunque la grande prestazione e gli ottimi spunti che una partita del genere lasciano a Donadoni e la squadra. Ad esempio, in attacco oltre a Palacio e Destro c’è pure un Petkovic scalpitante: le gerarchie non ci sono perché tutti e tre possono giocare titolari. Avanti. Mbaye, come più volte ha dimostrato, non ha nulla di meno rispetto a Torosidis e Krafth, anzi ha decisamente qualcosa in più. In mediana, la fisicità di Donsah, abbinata alla sua velocità, consegnano al Bologna un giocatore su cui puntare e su cui, davvero, si può generare una plusvalenza se necessario. Chiedersi come mai i due ‘negretti’ siano rimasti per tanto tempo a guardare è lecito…Non solo, la prestazione generale ha dimostrato come il Bologna – effettivamente – come approccio alla gara contro le big sia migliorato. Non è un aspetto secondario, perché da oggi i rossoblù saranno ‘quelli che hanno fermato l’Inter’, e chiunque verrà a giocare al Dall’Ara sarà consapevole delle difficoltà che si paleseranno. La squadra di Donadoni doveva mandare un segnale che non fosse solo giocare un’oretta con il Napoli e mezzoretta con la Fiorentina, salvo poi perdere, bensì far capire a tutti che se la squadra gira saranno grane per tutti gli avversari. Così facendo, anche il Dall’Ara esce contento e applaude.

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E allora, come avevo titolato in giornata, è servita davvero la presenza del talismano Saputo per uscire dallo spartito di un risultato scontato, di un gol innocente e sbadato, quelli che sempre condannano il Bologna. L’ingenuità e la sfortuna ci sono state anche oggi, ma l’atteggiamento generale ha fatto sì che alla fine la squadra uscisse imbattuta, con recriminazioni. Se il Bologna, con questa prestazione, ha capito che girando sempre al 110% può battere chiunque, allora la stagione riserverà gradite sorprese e lunghi applausi. Si intravede una concreta inversione di tendenza, ma la partita di Reggio con il Sassuolo sarà la classica prova del nove in cui il Bologna dovrà dimostrare di essere in grado di non tornare due passi indietro. Perché anche sotto le Due Torri ci si può divertire (anche se oggi usciamo un po’ Verdi di rabbia).

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