Troppo pacifici

Saranno state le feste, che per i calciatori iniziano ora vista la sosta, sarà la Befana: ma al cospetto di un Toro arrabbiato è andato in campo un Bologna pacifico. Come il suo allenatore

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Un Bologna poco convinto, pacifico. In effetti il vocabolo ci sta, perché i rossoblù hanno deciso di non rompere le uova nel paniere ad un Toro chiamato a rilanciarsi in ottica europea con l’arrivo di Walterone Mazzarri. Tutto come dai piani: li abbiamo fatti resuscitare.

TORO-BOLOGNA, LE PAGELLE

Nemmeno il primo rigore dopo un campionato intero ha risollevato le sorti di una partita nata male perché forse preparata male, malissimo. Differenza di mentalità, ovvio, ma il fatto che il Bologna sembrasse la squadra in difficoltà e reduce da un cambio di guida tecnica, quindi con possibile confusione tattica, rende bene l’idea dello spartito di gara. Le certezze dovevano essere tutte rossoblù, una squadra che da 80 e passa partite ha lo stesso tecnico, invece è stato il Toro ha mostrare organizzazione, solidità e mentalità, mentre il Bologna sembrava il classico studente impreparato all’esame, anzi reduce da una nottata in discoteca piuttosto che nel letto o sui libri. Quindi anche oggi sarà colpa della diagonale di Masina, di Destro ciondolone, dell’assenza di Poli, di Palacio poco in forma, il ritornello che da 80 partite sentiamo sul materiale umano a disposizione del mister. Le responsabilità, di fronte a debacle del genere, vanno generalizzate, ma sappiamo già che da queste parti gli unici colpevoli saranno coloro che in campo hanno sbagliato uno stop o un passaggio, o chiaramente chi ha messo a disposizione poche risorse per la squadra.

TORO-BOLOGNA: I MIGLIORI E I PEGGIORI

TORO-BOLOGNA, LE PAROLE DI DONADONI

Resta dunque ancora una volta l’incongruenza di Donadoni, che il giorno prima in conferenza stampa ha parlato di compattezza, distanze corte, ma che puntualmente è stato smentito dal suo Bologna in campo, sfilacciato, pacifico, troppo per resistere alle incornate toriniste. Il Bologna è, in maniera incontrovertibile, scontato come le parole del suo allenatore, più o meno standard prima e dopo le partite. Una squadra sempre uguale a se stessa che a fronte di giocatori diversi, ne sono passati tanti negli ultimi due anni, produce le stesse cose: inizio di campionato buono, poi progressivamente sfaldamento, cicli negativi di sconfitte, prestazioni che via via scemano. Puntualmente il Bologna reagisce solo a fronte di scoppole conclamate e quando rischia di essere risucchiato nelle parti basse, mai riesce a trovare stimoli e gioco in maniera costante, una costruzione dell’azione che non sia una invenzione tecnica di uno dei giocatori più talentuosi. E il Bologna di Donadoni lo si è visto giocar male anche con i Diawara, i Giaccherini e i Dzemaili. Ma con un parco giocatori composto da Verdi, Palacio, Destro, Di Francesco, Poli ecc. si possono vedere partite come quella di oggi? La cattiveria agonistica, che pare l’unico sommo problema del Bologna, manca anche ad elementi di conclamata esperienza come Palacio e Poli? E mancava anche ai Dzemaili e ai Gastaldello? Si parlerà di incidente di percorso, ma molto probabilmente l’analisi odierna si fermerà al rigore sbagliato da Pulgar, il quale diventerà l’unico responsabile di una sconfitta già scritta in partenza…

 

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