Serve migliorare

Serve migliorare

Il Bologna strappa il pari contro il Colonia (quinto in Bundesliga): buone cose in avvio, soliti errori nella ripresa

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Si attendeva un metro di giudizio più attendibile sul valore del Bologna dopo Castelrotto. Il Colonia, quinta forza della Bundesliga, rappresentava il test perfetto per far poggiare le nostre deduzioni su basi un po’ più solide. In realtà, qualcosa si è capito, ma non tutto.

Il primo tempo è stato discreto, da una parte c’era un Bologna che definire titolare è eccessivo (Petkovic davanti, Pulgar in mediana, De Maio dietro) dall’altra un Colonia pronto a testarsi con gli uomini di fiducia del coach Stoger. Le premesse per analizzare il primo vero test c’erano solo a metà. In effetti il Bologna è partito meglio, creando tre palle gol e sfruttandone una, poi le gambe hanno iniziato ad essere legnose e si è vista la solita difficoltà a creare gioco quando la squadra non riesce a pressare e riconquistare il pallone in zone alte del campo. Donadoni predica palla a terra, pretende giro palla difensivo e smarcamento di mediani e mezzepunte, ma la trasmissione della sfera non è per nulla perfetta in determinate circostanze di gioco e l’uscita dalla difesa spesso diventa un problema. L’inserimento di un attaccante in più dovrebbe portare la squadra a giocare meglio, serve però oliare meccanismi e automatismi. Verdi può illuminare, ma al momento non c’è nessuno che gli dia una mano: Di Francesco non ha caratteristiche di costruzione, Falletti deve ancora rodarsi, Poli e Pulgar sono più impegnati a difendere ed essendo solo in due non possono permettersi di rischiare troppo. E il lancio lungo dalla difesa è proibito dall’allenatore. Per quello che il sottoscritto batte sul tasto Falco, la qualità serve sempre.

Nella ripresa poi il Bologna ha arretrato sempre più il baricentro, arroccandosi, anche se palle gol chiare il Colonia non ne ha create. Si è visto però il Bologna dell’anno scorso, quello che si difende ma fatica ad organizzare una manovra convincente. Non è una bocciatura, un dato oggettivo, dovuto magari ai duri carichi di lavoro, al fatto che la squadra deve ancora conoscersi nelle sue novità o al fatto che probabilmente manca un tassello a centrocampo che unisca e tenga assieme una squadra che quando la stanchezza si fa sentire tende a disunirsi. Ad ogni modo: essere in forma ora non serve nulla, anzi, sarebbe un errore madornale. Anche Destro ne risente, con la squadra a settanta metri dalla porta lui diventa inservibile con precisione certosina, quella che lui richiede. Detto comunque che nel suo computo totale la prestazione del Bologna è stata discreta, e il risultato alla fine è prestigioso contando la forza dell’avversario, società e staff tecnico devono capire cosa manca ancora a questa squadra. Serve un’altra punta aspettando Avenatti, oppure oltre al mediano muscolare si potrebbe inserire anche un simil-regista? Sono valutazioni che farà Donadoni a fine ritiro, anche sulla base delle uscite che il club riuscirà a fare da qui alla fine del mercato. I primi minuti, con un Bologna pressante, hanno convinto, ma diventa impensabile giocare un campionato pressando alto e a tutto campo. Su questi aspetti Donadoni dovrà lavorare ancora molto per migliorare il livello generale perché quando le forze vengono meno potrebbe servire tecnica e personalità. Di sicuro, un Rincon a questa squadra servirebbe tantissimo.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy