Ricalcolo

Qualcuno aveva impostato la strada per l’Europa, meglio tornare sulla retta via

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

L’Atalanta ha nove punti, ha venduto una vagonata di buoni giocatori durante l’estate, non ha il Papu Gomez e ha giocato giovedì in Coppa Uefa. Due in panchina hanno l’orchite, tre lo scorbuto e un gatto nero ha attraversato la strada durante il passaggio del loro pullman. «Oggi o mai più», penso io. Risultato: asfaltati.

Primo tempo poco spettacolare ma di grande sostanza. Loro spingono, noi proviamo a ripartire. Proviamo. Masina viene costantemente arato da Ilicic e Torosidis dopo 25 minuti alza bandiera bianca. Mimmo dura di più. Pulgar prende una gomitata e assistiamo allo strano caso di epistassi da colpo di sole con cielo nuvoloso. Ci sta, se poi arbitra Maresca ci sta tutto. Verdi e Difra giocano da terzini aggiunti, creano grande densità nella nostra metà campo, ma davanti sembriamo la particella di sodio nella bottiglia di acqua Lete: c’è qualcuno? Petagna si mangia un goal mostruoso e quasi si avvera il detto «goal sbagliato, goal subito». Pulgar parte palla al piede, si fa ottanta metri con in sottofondo la Cavalcata delle Valchirie, passaggio filtrante che mette Verdi a tu per tu con Berisha. Sono già in scivolata sotto al televisore con le ginocchia in fiamme e l’urlo in gola, quando Simone la mette in mezzo… ci rimango davvero molto male.

Nel secondo tempo loro partono forte. «Ma tanto calano, non hanno il Papu Gomez, hanno giocato giovedì in Coppa Uefa…». No, non calano, anzi, alzano i ritmi e il Bologna non sembra proprio starci dietro. Palacio va via di prepotenza sulla destra e crossa per nessuno: ci vorrebbe un altro Palacio ma per la duplicazione ci sta lavorando. Il cambio Difra – De Maio è di tendenza come il risvoltino nei pantaloni e al 59° siamo trendy. Petagna tira tre manate e un calcio a De Maio ma nessuno vede. Ci sta… insomma. I minuti scorrono e il baricentro del Bologna si abbassa, si abbassa, si abbassa. A metà ripresa dalle parti di Mirante c’è un rave party. Minuto 71: rimpallo fortunoso, Freuler serve una gran boccia a Cornelius e la Dea passa in vantaggio. Esce Palacio, entra Destro. «Servirebbe un altro Palacio…», «ho detto che ci sta lavorando!». Verdi avrebbe una buonissima occasione ma spara fuori di poco con Mattia tutto solo. Il pareggio sarebbe sinceramente poco meritato ma me ne fregherebbe zero. Cornelius si avvicina a Gonzalez: «Sarai pure costaricano, ma io ce l’ho più lungo!». A Gonzalez si chiude la vena, smutanda il vichingo e mestamente si avvia negli spogliatoi. Ha vinto Cornelius. Ha vinto l’Atalanta.

Perdere a Bergamo non è una tragedia. Il primo tempo, per me, è stato anche giocato bene, siamo stati compatti e attenti a non subire troppo e abbiamo anche creato qualcosa con la qualità dei singoli. Il problema è che nel secondo tempo dovevamo uscire noi ed invece loro ci hanno messo sotto di brutto, fisicamente sono stati straripanti. I cambi di Gasperini hanno dato qualcosa, quelli di Donadoni no.

Doveva essere un esame di maturità, come al solito lo abbiamo cannato. Mercoledì si torna in campo e la partita sembra proibitiva. Il mister dovrà fare parecchi cambi e probabilmente non ci sarà Palacio. Questo può essere un enorme problema o una grande opportunità per qualcuno…

Forza Bologna, sempre!

MATTEO RIMONDI

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