Per Natale si è tutti più buoni

Per Natale si è tutti più buoni

Regalo natalizio del Bologna che rilancia le quotazioni del Milan con la solita mancata occasione: stasera si doveva fare di più

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Vogliamo non farlo un regalino natalizio a Gattuso, almeno per fargli mangiare il panettone? Il Bologna, quando c’è da essere buoni, è più dolce di un pandoro.

Ecco allora che il tecnico rossonero, che ha debuttato in A contro il Bologna, segnato il primo gol al Bologna, trova la prima vittoria da allenatore del Milan contro chi? Il Bologna! Tutto scritto, anche se lo spartito del match ha chiaramente detto che si doveva (e poteva) fare di più. Ancora una volta, quando davanti si presenta la grossa occasione per sancire un salto di qualità – Atalanta a Bergamo senza Gomez, Crotone e Cagliari in casa, Milan allo sbando stasera – i rossoblù mancano recidivamente l’appuntamento. E ancora non si riesce a credere come il Bologna abbia potuto perdere contro una squadra in evidente difficoltà, incapace di costruire in avanti se non con sporadiche azioni personali di Suso o Kessie – o aiutata dal catenaccio rossoblù – e in preda ad amnesie difensive che di solito in Serie A vengono punite. Ma i rossoblù sono dolci, affettuosi, di conseguenze impietositi da cotanta abbondanza.

Inconcepibile per certi versi aver prodotto la solita partita difensiva, soprattutto nella ripresa e dopo un primo tempo che di fatto aveva sentenziato una cosa: il Milan se attaccato va in clamorosa difficoltà. Non è un caso che i rossoblù siano andati in confusione nei momenti di chiusura ad oltranza, con dieci uomini sotto la linea della palla permettendo al Milan di avanzare anche con i difensori. La partita invece è cambiata quando i felsinei si sono alzati di baricentro, pressato, messo paura ad un Milan per nulla guarito: ma le folate rossoblù sono giunte solo di fronte ad uno svantaggio. E’ sempre stata la reazione a dettare coraggio, non una azione. Serviva esattamente in contrario, ovvero mettere paura al Milan fin da subito, farlo scontrare con il disamore del proprio pubblico, rigettarlo nell’incubo più profondo nato da una stagione storta e proseguito dallo sciagurato pareggio di Benevento. L’approccio invece è stato soft, difensivo, dietro la linea della palla e senza una parvenza di pressing, solo dopo lo svantaggio il Bologna è uscito producendo anche manovre accettabili. Perché non subito? Resta, inoltre, l’atavica propensione a non sfruttare situazioni apparentemente facili come superiorità numeriche sul secondo palo, ripartenze gestite male per via di passaggi sbagliati, scelte errate nei pressi della porta, conclusioni invece di assist e viceversa. Ma è chiaro che tentare il tutto per tutto negli ultimi 15 minuti per raddrizzare una partita produce un livello di tensione decisamente maggiore rispetto a farlo dall’inizio, portando ad una inevitabile mancanza di lucidità. E’ anche questo il motivo per cui a volte è bene, quando possibile, cercare di essere meno difensivisti: andare in vantaggio può portare una partita a pieghe tattiche decisamente più favorevoli, giustificando anche lunghi minuti rintanando dietro. Non è andata nemmeno stavolta, perché si avvicina Natale, si è tutti buoni e il Bologna lo è più di tutti. Soprattutto, rispetta benissimo la legge di Murphy: se una cosa può andare male lo farà.

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