Orso, Sansone e Soriano: Saputo non si smentisce

Orso, Sansone e Soriano: Saputo non si smentisce

Primi investimenti sul mercato da parte del patron che dà seguito alle parole pronunciate lunedì, ora si attende Mihajlovic

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Pronti via e il Bologna parte con tre conferme di mercato: Sansone (obbligo di riscatto), Soriano (diritto ma accordo sulla parola per riscattarlo entro il 7 giugno) e da ieri anche Orsolini (15 milioni l’accordo con la Juve). Joey Saputo mantiene la parola data lunedì e sforna i primi investimenti sul mercato per allestire quella squadra ‘da parte sinistra’, o per dirla alla Mihajlovic ‘che possa lottare per l’Europa’.

Facendo un rapido calcolo della serva, 15/16 milioni se ne vanno per il duo del Villareal, altri 15 per Riccardo Orsolini: neanche il tempo di aprire il mercato e il Bologna investe 30 milioni di euro. Il cambio di passo sembra segnato, e l’avvicinarsi del quinto anno di Serie A porta con sé anche la scelta di fissare il Bologna in un posizionamento più consono al nome del club rispetto al consolidamento della categoria. I segnali dell’inversione di tendenza sono chiari e tra poco il Bologna tenterà anche la carta Lyanco, la più difficile di tutte, sedendosi al tavolo col Toro con 10 milioni di euro. Chiaro, non saranno sufficienti a convincere Cairo, tuttavia quel gruzzoletto, se salterà il brasiliano, sarà dirottato su un sostituto dal mercato. Di fatto il Bologna conferma l’ossatura del capolavoro di Sinisa Mihajlovic, probabilmente anche una mossa per far capire al tecnico che le parole spese nel summit domenicale non diventeranno promesse al vento. Ora il serbo è consapevole che il Bologna fa sul serio nelle intenzioni, forse esattamente ciò che voleva vedere con i fatti perché come disse poco tempo fa ‘anche in passato qualche club mi aveva fatto promesse poi i fatti non si sono verificati’. Qui l’inizio va in direzione contraria.

Ora, la teoria sarebbe molto semplice: ovvero che per fare calcio bisogna investire milioni e milioni di euro. Di sicuro investire aiuta, ma serve anche farlo nel modo giusto, con le idee giuste e con l’allenatore ideale per valorizzare il parco giocatori. Investire è basilare per alzare l’asticella, ovvero fissare il Bologna a sinistra (la paura di questa stagione evidentemente ha fatto segno), ma qui la frase ‘e se il piacere fosse l’attesa stessa del piacere’ non ha funzionato. Perché il consolidamento della categoria sarebbe potuto essere un pizzico più divertente se affrontato cn il tecnico giusto, aspetto che il Bologna non è riuscito a cogliere. Non credo fosse necessario spendere 30/40 milioni di euro a stagione per salvarsi, lo diventa se si vuole ‘provare a lottare per l’Europa’. Questa è la differenza, perché il Parma – giusto per fare un esempio – si è salvato pur senza spendere un numero ingente di risorse. I soldi nel calcio sono condizione necessaria ma non sufficiente a garantire risultati e la dimostrazione è quello che ha fatto Mihajlovic, capace di valorizzare giocatori come Mbaye, Krejci, Danilo, Dijks e Dzemaili, solo per fare alcuni esempi. In sintesi, fino a che Saputo ha fissato per quattro anni l’obiettivo del consolidamento della categoria più che gli investimenti sarebbero servite le idee giuste (soprattutto in termini di utilizzo delle plusvalenze), ma da lunedì ha cambiato registro e parlandoci di parte sinistra della classifica ha reso lecito chiedere un investimento importante in termini di denaro. Da l’altro ieri sì, ci sentiamo autorizzati a parlare di investimenti sulla parte tecnica e Saputo nel giro di due giorni ha risposto presente.

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  1. fulvio - 4 mesi fa

    Però io non avrei mai concesso 15 giorni a Mihajlovic, secondo me anche lui avrebbe apprezzato.Qui occorre fare in fretta per la scelta dell’allenatore

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