Ora l’ambiente si ricompatti, è un Bologna più forte

La permanenza di Simone Verdi e l’arrivo di Blerim Dzemaili rendono il Bologna ancora più competitivo: l’ambiente deve uscirne più compatto

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

In un incontro estivo allo Sport Club di Ozzano dell’Emilia – presenti anche diversi miei colleghi – dissi testuali parole: “Il Bologna è da dodicesimo posto, se arriva un mediano da decimo”. Era luglio, erano già arrivati Poli, Gonzalez e De Maio, non Palacio, e il Bologna era sulle tracce di Rincon, il mediano di cui parlavo. Terminata l’andata e con una prima fase di mercato invernale calda, il Bologna è più o meno in linea su quanto pronosticato, nonostante potesse fare decisamente meglio per qualità del gioco e, di conseguenza, punti in classifica. Ma ora, con la permanenza di Verdi (sì lo abbiamo detto ‘merito del ragazzo’ e tutti lo hanno capito senza che per forza ci venga ripetuto) e l’arrivo di Dzemaili, si può considerare il Bologna più forte di prima. Quel mediano richiesto in estate dal sottoscritto è arrivato – sperando che Donsah resti – e ora diventa lecito chiedere la parte sinistra della classifica.

Occorre dunque guardare avanti, a un Bologna che sulla carta si è rinforzato e che ha messo a disposizione di Donadoni una pedina importante, da sempre stimata dal mister. Onestamente, per il prosieguo di stagione, poco importa se è stata la volontà di due ragazzi sinceri a rendere la squadra più competitiva: sarebbe opportuno iniziare a concentrarsi sul campo, sia per chiudere i giochi salvezza il prima possibile sia per iniziare davvero a far divertire i tifosi. E con Verdi, Destro, Palacio e Di Francesco davanti, Poli, Donsah, Pulgar e Dzemaili in mezzo, il compito ora è nelle mani di chi va in campo e allena questa squadra, sperando che queste due settimane di mercato non stravolgano l’undici titolare della squadra. Insomma, la serenità derivante dal no di Verdi e l’arrivo di Dzemaili dovrebbe diventare davvero tale e non fittizia. Serve ricompattare un ambiente che nelle ultime due settimane è apparso più che mai spaccato, lasciar perdere per quanto possibile il mercato e cercare immediatamente i tre punti domenica, evitare di lacerarsi su posizioni preconcette su qualunque mossa venga fatta: l’unica cosa da fare è sostenere la truppa contro il Benevento. E’ lì che si gioca la partita ora che Verdi è rimasto e Dzemaili arrivato.

Diventa fondamentale anche un ipotetico effetto domino sulla squadra. I compagni di Verdi saranno galvanizzati da questa decisione, compattando lo spogliatoio dopo la brutta prestazione di Torino. Lo stesso vale per il tifo, che ha ormai issato il ragazzo a beniamino incontrastato dell’annata. Tutti i fattori positivi derivanti da queste ultime vicende di mercato dovranno essere semplicemente una spinta in più in campo e non una guerra inutile fuori, basata sulle classiche posizioni di sostegno o critica verso la proprietà. Per una volta Bologna deve trarre il meglio da un evento, non il peggio. Il meglio è Verdi che rimane, così come gli altri, e un Dzemaili che arriva a rinforzare la mediana (il cambio Taider-Dzemaili tutti lo avrebbero fatto). E allora si vada avanti, consapevoli che si può davvero ripartire con entusiasmo e con un Bologna più forte: una squadra che non potrà più perdere una partita su due in casa.

 

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy