Noi sappiamo rispettare la trama

Noi sappiamo rispettare la trama

Il Bologna capitola dopo una grande ora di gioco su una classica azione del Napoli che puntualmente va a segno. E’ vietato cambiare lo spartito

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Poteva un Bologna-Napoli finire zero a zero? No, infatti è terminata 0-3. Chi non ha visto la partita penserà ad una nuova debacle rossoblù, invece per un’ora di gioco è stata il Napoli la squadra più in difficoltà e questo la dice lunga sulla poco reale entità del risultato. Ma d’altronde, quando il Bologna non è riuscito a capitalizzare le sue tre più grosse occasioni, il dubbio che alla fine il match sarebbe stato deciso da una ingenuità ha cominciato a serpeggiare nell’aria. E puntualmente il copione è stato rispettato dagli interpreti in campo, perché il Bologna rispetta fedelmente la trama dei suoi film. Ecco allora la classica imbeccata di Insigne per Callejon e il buco di Masina, ecco il classico pallone perso a metà campo: patatrac fatto.

Peccato, perché alla fine ai punti il Bologna si era fatto preferire, con Donadoni che bene aveva imbrigliato Sarri con un 4-4-2 molto ordinato e molto preciso in fase di ripartenza. Benissimo Palacio, che ha disegnato calcio, bene Verdi che ha sfiorato due volte il gol, bene la difesa che non ha concesso nulla fino a che Maietta è stato in campo. Poi si è spenta la luce, di colpo, come un interruttore che prova ad accendere una lampadina fulminata. E’ bastato uno stacco fuori di tempo di Masina per mandare tutto in cortocircuito, compreso Pulgar – ostinato a tirare alle stelle una punizione non sua che poi lo ha messo in evidente crisi psicologica. Da lì in poi il cileno ha sbagliato tutto, scosso, come un pulcino sotto il temporale. Quel conciliabolo di venti secondi tra lui e Verdi ha sancito il passivo di tre reti, che forse si sarebbe fermato a uno. Per il resto, il Bologna deve provare ad essere più cinico, Verdi è stato anche sfortunato, mentre Destro non ha sfruttato l’unica sua palla gol della partita.

In linea più generale, al momento, i veri acquisti del Bologna si chiamano Poli, titolarissimo in mediana, e Palacio, che con la sua tecnica può ancora fare la differenza, mentre De Maio e Gonzalez rappresentano più una scommessa che altro. Ma il Bologna deve provare a ripartire da Firenze dalle sue certezze, da quello che si è visto per sessanta minuti di gioco, cercando di non perdere la testa troppo facilmente. Pulgar è un uomo fondamentale nelle rotazioni di Donadoni, non può uscire dal campo in preda a scorie di calcio giovanile. Ci pensi. Per il resto se non ci saranno infortuni gravi, la squadra ha dimostrato di avere qualità discrete per divertire e fare risultato, ma si è sempre un po’ sul filo del rasoio. Basta una folata di vento per cadere giù.

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