Miha vicino alla Roma, ma il suo impegno non mancherà

Miha vicino alla Roma, ma il suo impegno non mancherà

Sinisa ha ammesso la possibilità di andare alla Roma, ma alla fine ha firmato con il Bfc e il suo impegno sarà massimo: giudicarlo per questo è incomprensibile

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

I tasselli si sono incastrati secondo le previsioni: Sinisa Mihajlovic ha firmato con il Bologna e Walter Sabatini sarà un nuovo dirigente rossoblù. Nessuna sorpresa, se non le parole del tecnico serbo l’indomani della firma, con la sibillina frase ‘sono stato molto vicino alla Roma, io ero pronto a fare certe cose loro no, se devo andare in guerra da solo…”. La sincerità di Sinisa lo ha portato dunque a qualche critica, ma totalmente fuori luogo.

Per prima cosa è necessario sottolineare il taglia e cuci dell’intervista integrale, ridotta nelle sole risposte sulle squadre romane e cestinando la parte sul Bfc in cui Mihajlovic ha speso parole importanti: ‘Saputo è ambizioso come me, abbiamo avuto la stessa idea e sono felice di restare’. Piccola parentesi, siccome la sincerità di Sinisa viene presa come pietra miliare del personaggio, è bene farlo su tutte le sue affermazioni, soprattutto su quella sopracitata in cui il serbo conferma l’intenzione del Bologna di fare le cose in grande. Di fatto Mihajlovic ha affermato che un progetto c’è ed è pure ambizioso, quindi si può dare per assodato il fatto che il club programma e pianifica…Chiusa la parentesi arriviamo alla frase incriminata. E’ chiaro che Sinisa stesse vagliando il mercato in attesa anche di proposte importanti, ma dall’altro lato già dal primo incontro post campionato con Saputo aveva ricevuto le rassicurazioni, dal punto di vista tecnico, che cercava. Già dopo la grigliata Saputo e il club avevano prospettato a Mihajlovic quello che il tecnico aveva chiesto: la possibilità di lottare per l’Europa. Mihajlovic si è preso 10 giorni, esattamente come hanno fatto tanti altri allenatori e alla fine è arrivata una chiamata dalla Roma, ma in realtà i giallorossi non hanno mai avuto intenzione di prenderlo perché la linea Baldini ha prevalso su quella Totti, e il colloquio a cui Miha ha partecipato è stato rapido e inequivocabile: dopo 10 minuti si era capito che la Roma non avrebbe fatto mai quel passo. Si può dunque definire Mihajlovic ingrato o mercenario? No. Le proposte di lavoro, tutte, si valutano, è una questione di rispetto per chi cerca di acquisire le nostre professionalità e una questione di rispetto verso chi ci offre la possibilità di lavorare e di guadagnarci il pane quotidiano. Mihajlovic mercenario perché ha chiesto 2 milioni di euro? No, se ci considera la rivalutazione del parco giocatori, la salvezza ottenuta – che ha evitato comunque un salasso economico – e i milioni fatti guadagnare al club per il decimo posto, quei 300mila euro in più richiesti sono nulla. Dall’altro lato c’era il Bologna, sicuro di aver convinto dal punto di vista tecnico l’allenatore della salvezza e consapevole di aver trovato una pepita d’oro da non far scappare. Lo ha aspettato e lo ha soddisfatto sotto tutti i punti di vista e Sinisa ha firmato. Ma il fatto che il serbo sia andato a parlare con la Roma non significa affatto che il suo impegno verrà meno, vedendo il Bfc come una seconda scelta o pensando al rammarico di non essere andato a Roma. No, Miha darà tutto per il Bologna, per riportarlo nella parte sinistra come da programmi e ambizioni. Poi c’è il resto, ovvero un campionato che si prospetta difficile e in cui recuperare i venti punti che ci separano dalla zona europea non sarà facile: l’importante sarà non riaprire il fuoco qualora la squadra dovesse arrivare decima o undicesima, sentenziando che il club non ha alla fine soddisfatto le richieste di Mihajlovic. Perché a Bologna la colpa deve essere sempre di qualcuno.

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